Sharing economy – Danti (PD), servono regole Ue

Mentre il Parlamento europeo avvia un confronto sulla sharing economy, da Milano il professor Arun Sundararajan definisce l'economia collaborativa “il nuovo capitalismo”.

Sharing economy - Photo credit: 21innovate via Foter.com / CC BY-NC-SA

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“La sharing economy è un fenomeno in rapida evoluzione: già oggi vale 13 miliardi di euro del Pil mondiale, una cifra destinata ad aumentare in modo esponenziale fino a superare i 300 miliardi nel 2025”. Così l'eurodeputato Pd Nicola Danti inquadra l'economia collaborativa nel corso del primo scambio di opinioni sul tema in commissione Mercato interno e protezione dei consumatori del Parlamento europeo.

Danti: serve un sistema di regole a livello europeo

Le cifre della sharing economy bastano a dimostrare l'importanza che tale settore può ricoprire in Ue: si tratta di “una grande opportunità di crescita”, basata su “un modello di sviluppo più sostenibile” che “può garantire nuove possibilità di lavoro, di innovazione e di inclusione sociale”.

La relazione “Un'agenda europea per l'economia collaborativa”, basata sull'omonima comunicazione presentata dalla Commissione europea a giugno e di cui Danti è relatore, intende “perimetrare il campo di gioco della sharing economy, senza però volerlo recintare”.

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Obiettivo per cui, nota l'eurodeputato Pd, “servirà un sistema di regole a livello europeo, semplice ma efficace, che consenta lo sviluppo di questo settore ed eviti conseguenze negative sui settori tradizionali dell'economia, garantendo i diritti dei lavoratori ed evitando ogni possibile rischio per i consumatori".

Secondo Danti occorrerà “definire le caratteristiche dei principali attori coinvolti nel sistema dell'economia collaborativa, a partire dai prestatori di servizi, tracciando un confine tra professionismo e prestazione occasionale e le varie declinazioni di quest'ultima”. Inoltre, bisognerà chiarire il ruolo delle piattaforme online, che della sharing economy sono il vero motore. Una buona definizione dei loro obblighi e delle loro responsabilità non potrà che rendere più chiari e certi i diritti dei consumatori europei. “Nei prossimi mesi”, conclude Danti, “lavoreremo per dare risposte chiare che permettano a questo fenomeno di svilupparsi in modo ben regolato”.

Arun Sundararajan: la sharing economy è il nuovo capitalismo

Se a Bruxelles si inizia a discutere come regolamentare un settore in rapida ascesa, a Milano, nel corso del Festival organizzato da Altroconsumo #ioCondivido, sale in cattedra Arun Sundararajan, professore alla New York University e fra i massimi esperti di sharing economy. Settore che Sundararajan preferisce indicare come crown-based capitalism: “Spesso si dimentica che i servizi che vengono forniti dalla collettività, e non più dalle aziende (crown-based), sono comunque pagati e non offerti a titolo gratuito”. Non si tratta dunque di un’economia della condivisione in senso stretto, ma di una nuova forma di capitalismo in cui le competenze del singolo vengono messe a disposizione non più della società per cui si lavora, ma dei portali online di cui ci si avvale.

Quanto alla necessità di regolamentare il settore, in un'intervista rilasciata a La Stampa Sundararajan sottolinea che, per quanto concerne la tassazione, “credo che sia necessario crearne una apposita per le piattaforme digitali utilizzate. Sono servizi reali e risorse fisiche quelli che vengono messi a disposizione degli utenti, quindi è giusto tassarli”.

Quanto alle leggi, “è fondamentale capire che siamo davanti a una rivoluzione da cui l’economia dei singoli Stati non può che trarre beneficio. Non solo per il turismo ma anche per la creazione di nuovi posti di lavoro. I governi dovrebbero aprirsi, e non chiudersi, al modo in cui servizi presenti da secoli vengono offerti alla collettività in modo innovativo. A mio avviso è necessaria una giusta compensazione tra le esigenze della piattaforma e quelle dei legislatori”.

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