Bruxelles: le competenze per la crescita al centro dell’European Business Summit 2012

EbS, Mario MontiLa crisi economica e le possibili terapie. Tra cui spicca la necessità di perseguire politiche che facilitino la crescita in Europa, puntando sul miglioramento delle competenze professionali dei lavoratori. Questi i temi di discussione della decima edizione dell'European Business Summit (EbS), in corso oggi a Bruxelles. Tra le personalità politiche e i dirigenti degli ambienti economici presenti, anche il presidente del Consiglio, Mario Monti, che, nel suo intervento, ha sottolineato come l'Italia sia stata tra i primi Paesi europei a "mettere in alto nell'agenda il tema della crescita ed è positivo che adesso anche altri" lo stiano facendo.

Ora si deve lavorare velocemente su un quadro strategico europeo della crescita, ha affermato il premier italiano, che però ''non deve essere in conflitto con la disciplina di bilancio, alla quale si è arrivati grazie al contributo della Germania e dell'Ue''.

Dunque, l’Europa deve perseguire delle politiche di crescita, non solo attraverso le riforme strutturali, ma anche salvaguardando gli investimenti produttivi che creano domanda, senza però illudersi con le ‘scorciatorie keynesiane’ del ‘deficit spending’ e delle politiche espansionistiche orientate al consumo, ma continuando a rispettare rigorsamente la disciplina di bilancio acquisita con il ‘Fiscal Compact’ - trattato sulla stabilità, il coordinamento e la governance dell'Unione economica e monetaria firmato il 2 marzo 2012 da 25 Stati dell'Unione europea.

Monti ha, infatti, spiegato che ''sono da evitare politiche sulla domanda di vecchio stampo, keynesiane, perchè svantaggiano la crescita e favoriscono l'espansione del deficit di bilancio [...] Bisogna che i Paesi che non sono sottoposti ad una cura intensa come l'Italia largheggino con le loro politiche economiche non certo tornando a politiche effimere di facile disavanzo pubblico". Italia che, in questo momento, ''è profondamente impegnata, sta lavorando al consolidamento dei conti pubblici e alle riforme strutturali''.

Sulla strada, dunque, del rigore e delle riforme - "necessarie, anche se di per sé non portano la crescita, se non c’è domanda", ha ribadito Monti - il governo mira al raggiungimento del pareggio di bilancio nel 2013.

Inoltre, riferendosi alla richiesta del candidato socialista francese Francois Hollande di riaprire il patto di bilancio, Monti ha assicurato: ''La revisione del Fiscal Compact non è all'ordine del giorno''.

Infine, tornando sulla collaborazione con Berlino, il premier ha dichiarato: "Stiamo lavorando strettamente con la Germania. Per ora non ci sono ricette specifiche". In proposito, il portavoce del governo tedesco, Steffen Seibert, ha confermato che si sarebbe svolto un incontro fra i rappresentanti dei due paesi all'inizio della settimana, con l'obiettivo di promuovere iniziative concrete per la crescita da far discutere nel prossimo Consiglio europeo di giugno.

Secondo la ricetta proposta dal presidente del Consiglio europeo, Herman Van Rompuy, per rivitalizzare le economie dei paesi europei e superare la crisi serve un ''programma Erasmus per l'economia''. Nel suo intervento alla conferenza, successivo a quello di Monti, ha sottolineato, infatti, che 'la sfida è creare lavoro'', quindi ''l'Europa deve essere in grado di fare quello che il programma Erasmus ha prodotto per gli studenti e gli studi''.

Proprio sulla necessità di invertire la tendenza alla recessione in favore di una ripresa della crescita, è intervenuto ieri il presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi, in una audizione al Parlamento europeo. Dall'incertezza e dalla crisi - ha sostenuto - si esce solo se, oltre al tamponamento del debito sovrano e al consolidamento di bilancio, i paesi dell'Unione danno ''risposte comuni a sfide comuni''.

I dati macroeconomici piu' recenti ''sono ambigui e segnalano incertezza per le prospettive economiche dell'area euro'', ha commentato Draghi. Poi, sul tema del rigore indotto dalle politiche di ''fiscal compact'', ha affermato: ''Quello che al momento mi è maggiormente presente è avere un patto per la crescita'', precisando che ''un consolidamento fiscale attuato solo attraverso l'aumento delle tasse è sicuramente recessivo. Sarebbe meglio tagliare spese improduttive, ma nell'urgenza è più facile aumentare le tasse''.

Anche il presidente della Commissione europea José Manuel Barroso è intervenuto nel pomeriggio all'EBS. Ed ha indicato le direzioni che l'Unione intende seguire per superare l'attuale crisi. In una parola, Europa 2020: “strategia di crescita intelligente, sostenibile e inclusiva”. Strategia che passa attraverso una serie di settori-chiave, dall'educazione all'occupazione, ma che, ammette Barroso, “non può svilupparsi solo a livello europeo, è necessario coordinare gli sforzi con i singoli stati membri”.

Infine, gli investimenti in Europa, che il presidente dell'Esecutivo Ue vorrebbe veder rinforzati: “abbiamo bisogno di un programma finanziario in grado di attirare gli investimenti per la crescita”.

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