Ambiente: delegazioni di 18 paesi a Roma per il Major Economies Forum

Environment - photo on flickrAll'ordine del giorno le strategie globali per la riduzione dei gas serra e per favorire lo sviluppo di una economia “low carbon”. A discuterne, in queste ore, a Roma, presso il complesso dell’Aranciera di San Sisto, i rappresentanti dei Capi di Stato e di Governo per le politiche sul Clima di 18 Paesi del mondo, insieme ad organismi internazionali, nel corso della riunione del Major Economies Forum (MEF).

A lanciare il MEF fu il Presidente americano George Bush nel settembre 2007 (allora MEM, Major Economies Meeting), con l'obiettivo di favorire la convergenza tra le maggiori economie del mondo su obiettivi di riduzione delle emissioni di CO2 e su strategie energetiche a basso “contenuto di carbonio”.
Da allora il Forum è diventato un appuntamento costante in cui i rappresentanti dei paesi MEF (Australia, Brasile, Canada, Cina, Commissione Ue e Presidenza di turno Ue, Francia, Germania, India, Indonesia, Italia, Giappone, Korea, Messico, Russia, Sud Africa, Gran Bretagna e USA) e di quelli invitati (in questo caso: Colombia, Nuova Zelanda, Singapore e Qatar) discutono dei principali temi del negoziato internazionale sul clima, confrontandosi sulle differenti posizioni.

Il Forum di oggi, che è il primo incontro internazionale ad alto livello dopo la Conferenza di Durban, rappresenta l'occasione per discuterne informalmente gli esiti e avere un primo scambio di opinioni sugli elementi che dovranno essere parte del futuro accordo internazionale sul clima, nonchè sulle strategie energetiche necessarie per lo sviluppo di un'economia a basso contenuto di carbonio.

In tale occasione, il Ministro Corrado Clini, oltre ad illustrare i lavori del Major Economies Forum, ha presentato il Piano Nazionale per la riduzione delle emissioni di anidride carbonica e degli altri gas serra, una 'road map' per la transizione verso un’economia a basso contenuto di carbonio al 2050, in linea con gli obiettivi europei del pacchetto “20-20-20”, attraverso la combinazione di politiche e interventi nei settori dell’energia, dell’industria, dei trasporti e dell’agricoltura.

''Ho mandato al Cipe il piano nazionale per la riduzione delle emissioni al 2020, incardinato negli obblighi europei e nella strategia Ue al 2050'' ha detto Clini. In particolare, il ministro ne ha annunciato gli obiettivi:

  • istituzione di un catalogo di tecnologie, sistemi e prodotti per decarbonizzare l'economia italiana, con lo sviluppo di una filiera italiana;
  • introduzione della carbon tax, con risorse a potenziamento del Fondo per Kyoto;
  • incremento dell'efficienza energetica e delle rinnovabili, attraverso lo sviluppo di reti intelligenti per le 'smart cities';
  • eco-edilizia ed estensione fino al 2020 del credito di imposta (55%) per investimenti a bassa emissione di Co2 in economia.
  • gestione del patrimonio forestale non solo come serbatoio di cattura dell'anidride carbonica, ma anche per la produzione di biomassa e biocombustibili.

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Major Economies Forum (MEF)

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