Le proposte della Conferenza Regioni sugli aiuti di stato a finalità regionale

vasco errani, foto di Regione Emilia-RomagnaLa conferenza delle Regioni e delle Provincie autonome ha approvato nei giorni scorsi un documento sulla “revisione degli orientamenti sugli aiuti di stato a finalità regionale”. Nel testo stilato dalla conferenza, presieduta da Vasco Errani, le Regioni hanno esposto alla Commissione la loro posizione, appellandosi allo Stato affinché si impegni attivamente nel negoziato per la revisione degli orientamenti 2007-2013.

Le "aree assistite" sono caratterizzate da una particolare situazione economico-sociale e possono beneficiare di aiuti di Stato in deroga al generale principio di incompatibilità degli aiuti con il mercato comune, secondo l'articolo 107 paragrafo 1 del Trattato di Funzionamento dell'Unione Europea (ex art. 87 del Trattato Istitutivo della Comunità Europea).

In particolare, la denominazione 107.3c si riferisce alle aree del Centro Nord e della Sardegna; tutti i comuni appartenenti alle Regioni Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sicilia fanno, invece, parte della deroga 107.3a.

Le Regioni, sottolineando come “l’Europa, per ripristinare la sostenibilità della crescita e delle finanze pubbliche, necessiti di un approccio rinnovato che deve essere basato sulla concentrazione tematica e prioritaria delle risorse”, nel testo hanno proposto:

  • un nuovo metodo per l’individuazione delle “regioni economiche” della deroga 107.3c, svincolato dai confini geografico-amministrativi, che tenga, invece, in considerazione le reali condizioni nelle quali si trovano le diverse regioni; ad oggi infatti, l'individuazione settennale dei territori assistiti in base al criterio geografico, anziché al contesto socio-economico dei territori, causa una rigidità programmatica;

  • una nuova modalità di assegnazione dei plafond nazionali, non in termini di territori coperti (o di popolazione interessata), ma di risorse utilizzabili da ciascuno Stato membro, il quale deciderà dove intervenire in funzione dei problemi che via via si presenteranno;

  • di mantenere la possibilità di concedere aiuti a finalità regionale alle grandi imprese anche nelle aree 107.3c, al fine di evitare uno sbilanciamento delle risorse pubbliche nelle aree 107.3a - che dispongono, in particolare nei nuovi Stati membri, non solo di intensità massime di aiuto particolarmente elevate, ma soprattutto di cospicue risorse comunitarie e di costi della manodopera di gran lunga inferiori, con un inevitabile effetto di spiazzamento, e, quindi, un rischio di delocalizzazione delle prime in favore delle seconde;
  • al fine di limitare l’effetto distorsivo sulla concorrenza, di inserire una clausola di salvaguardia che vincoli le grandi imprese che ricevono aiuti a finalità regionale per la creazione di un nuovo stabilimento o per l'acquisizione degli attivi direttamente connessi ad uno stabilimento, a garantire, per il quinquennio successivo alla concessione:

    - il mantenimento di livelli occupazionali negli stabilimenti situati negli Stati membri diversi da quello dove l’impresa fa domanda di contributo per aiuti a finalità regionale 107.3a;

    - il rispetto degli accordi con le parti sociali - a scala regionale, nazionale o comunitaria - qualora si riducano i livelli occupazionali negli stabilimenti situati negli Stati membri diversi da quello dove l’impresa fa domanda di contributo per aiuti a finalità regionale 107.3a.

Links

Documento della conferenza delle Regioni

Trattato di Funzionamento dell'Unione Europea

Questo sito web utilizza i cookie! Acconsenti ai nostri cookie, se continui ad utilizzare questo sito web.