Fondo Complementare al Recovery: il 15 giugno in Aula al Senato

Fondo Complementare - Foto di Jimmy Chan da PexelsIl dl n. 59-2021 stabilisce la ripartizione del Fondone da 30,6 miliardi finalizzato ad integrare con risorse nazionali il PNRR. Dal superbonus alle opere infrastrutturali, passando per il piano Transizione 4.0, ecco cosa prevede in dettaglio il Recovery domestico e come il Senato propone di modificarlo.

Cosa prevede il Recovery Plan di Draghi

Nel fondo Complementare rientrano gli investimenti che non sono inclusi nel Recovery Plan vero e proprio, per un totale di 30 miliardi e 622,46 milioni di euro. Il decreto-legge n. 59-2021 sul fondone provvede anche al rifinanziamento del Fondo sviluppo e coesione (FSC) 2021-2027 e stanzia nuove risorse per il superbonus. Previsti oltre 5 miliardi per il Piano Transizione 4.0, in aggiunta agli oltre 13 miliardi già destinati ai crediti d'imposta dal Recovery, e fondi per l'alta velocità Salerno-Reggio Calabria e Verona-Padova.

Cos’hanno in comune Recovery e Fondo Complementare

Il Recovery domestico segue il modello del piano comunitario, anche per sfruttare le semplificazioni procedurali previste dal Next Generation EU.

Come il cugino europeo, indicherà chiaramente milestones e target per ogni progetto, e le opere finanziate saranno soggette ad un attento monitoraggio, proprio come previsto per quelle finanziate dal Piano nazionale ripresa e resilienza. 

Inoltre, utilizzerà le medesime procedure abilitanti del PNRR.

La differenza tra i due

L’unico elemento che differenzia in modo rilevante i due strumenti riguarda gli obblighi di rendicontazione: per il fondo Complementare, cioè, non è previsto nessun obbligo di rendicontazione a Bruxelles. Inoltre, in alcuni casi gli interventi potrebbero beneficiare di scadenze più lunghe rispetto al 2026

Quali progetti saranno finanziati dal fondo Complementare?

In base al decreto, le risorse nazionali degli interventi del Piano sono così ripartite:

a) 1 miliardo e 750 milioni di euro per gli anni dal 2021 al 2026 da iscrivere nello stato di previsione del Ministero dell’Economia e delle finanze per i seguenti programmi e interventi:

  • 1. Servizi digitali e cittadinanza digitale - Piattaforma PagoPA e App «IO»: 50 milioni di euro per l’anno 2021, 100 milioni di euro per ciascuno degli anni 2022 e 2023, 50 milioni di euro per l’anno 2024, 40 milioni di euro per l’anno 2025 e 10 milioni di euro per l’anno 2026;
  • 2. Servizi digitali e cittadinanza digitale - Piattaforma notifiche digitali: 0,73 milioni di euro per l’anno 2021, 46,81 milioni di euro per l’anno 2022, 26,77 milioni di euro per l’anno 2023, 29,24 milioni di euro per l’anno 2024, 94,69 milioni di euro per l’anno 2025 e 51,76 milioni di euro per l’anno 2026;
  • 3. Tecnologie satellitari ed economia spaziale: 65,98 milioni di euro per l’anno 2022, 136,09 milioni di euro per l’anno 2023, 202,06 milioni di euro per l’anno 2024, 218,56 milioni di euro per l’anno 2025 e 177,31 milioni di euro per l’anno 2026;
  • 4. Ecosistemi per l’innovazione al Sud in contesti urbani marginalizzati: 70 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2022 al 2026;

b) 1 miliardo e 780 milioni di euro per gli anni dal 2021 al 2026 da iscrivere nello stato di previsione del Ministero dell’Economia e delle finanze riferiti al seguente programma:

  • 1. Interventi per le aree del terremoto del 2009 e 2016: 220 milioni di euro per l’anno 2021, 720 milioni di euro per l’anno 2022, 320 milioni di euro per l’anno 2023, 280 milioni di euro per l’anno 2024, 160 milioni di euro per l’anno 2025 e 80 milioni di euro per l’anno 2026;

c) 9 miliardi e 760 milioni di euro per gli anni dal 2021 al 2026 da iscrivere nello stato di previsione del Ministero delle Infrastrutture e della mobilità sostenibili riferiti ai seguenti programmi e interventi:

  • 1. Rinnovo flotte, bus, treni e navi verdi – Bus: 62,12 milioni di euro per l’anno 2022, 80,74 milioni di euro per l’anno 2023, 159,01 milioni di euro per l’anno 2024, 173,91 milioni di euro per l’anno 2025 e 124,22 milioni di euro per l’anno 2026;
  • 2. Rinnovo flotte, bus, treni e navi verdi – Navi: 45 milioni di euro per l’anno 2021, 54,2 milioni di euro per l’anno 2022, 128,8 milioni di euro per l’anno 2023, 222 milioni di euro per l’anno 2024, 200 milioni di euro per l’anno 2025 e 150 milioni di euro per l’anno 2026;
  • 3. Rafforzamento delle linee regionali - linee regionali gestite da Regioni e Municipalità: 150 milioni di euro per l’anno 2021, 360 milioni di euro per l’anno 2022, 405 milioni di euro per l’anno 2023, 376,9 milioni di euro per l’anno 2024, 248,1 milioni di euro per l’anno 2025 e 10 milioni di euro per l’anno 2026;
  • 4. Rinnovo del materiale rotabile: 60 milioni di euro per l’anno 2021, 50 milioni di euro per l’anno 2022, 40 milioni di euro per l’anno 2023, 30 milioni di euro per l’anno 2024 e 20 milioni di euro per l’anno 2025;
  • 5. Strade sicure – Implementazione di un sistema di monitoraggio dinamico per il controllo da remoto di ponti, viadotti e tunnel (A24-A25): 150 milioni di euro per ciascuno degli anni 2021 e 2022, 90 milioni di euro per l’anno 2023, 337 milioni di euro per l’anno 2024, 223 milioni di euro per l’anno 2025 e 50 milioni di euro per l’anno 2026;
  • 6. Strade sicure – Implementazione di un sistema di monitoraggio dinamico per il controllo da remoto di ponti, viadotti e tunnel (ANAS): 25 milioni di euro per l’anno 2021, 50 milioni di euro per l’anno 2022, 100 milioni di euro per ciascuno degli anni 2023, 2024 e 2025 e 75 milioni di euro per l’anno 2026;
  • 7. Sviluppo dell’accessibilità marittima e della resilienza delle infrastrutture portuali ai cambiamenti climatici: 300 milioni di euro per l’anno 2021, 400 milioni di euro per l’anno 2022, 320 milioni di euro per l’anno 2023, 270 milioni di euro per l’anno 2024, 130 milioni di euro per l’anno 2025 e 50 milioni di euro per l’anno 2026;
  • 8. Aumento selettivo della capacità portuale: 72 milioni di euro per l’anno 2021, 85 milioni di euro per l’anno 2022, 83 milioni di euro per l’anno 2023, 90 milioni di euro per l’anno 2024 e 60 milioni di euro per l’anno 2025;
  • 9. Ultimo/Penultimo miglio ferroviario/stradale: 20,41 milioni di euro per l’anno 2021, 52,79 milioni di euro per l’anno 2022, 68,93 milioni di euro per l’anno 2023, 46,65 milioni di euro per l’anno 2024, 47,79 milioni di euro per l’anno 2025 e 13,43 milioni di euro per l’anno 2026;
  • 10. Efficientamento energetico: 3 milioni di euro per l’anno 2021, 7 milioni di euro per l’anno 2022 e 10 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2023 al 2026;
  • 11. Elettrificazione delle banchine ( Cold ironing ): 80 milioni di euro per l’anno 2021, 150 milioni di euro per l’anno 2022, 160 milioni di euro per l’anno 2023, 140 milioni di euro per l’anno 2024, 160 milioni di euro per l’anno 2025 e 10 milioni di euro per l’anno 2026;
  • 12. Strategia Nazionale Aree Interne - Miglioramento dell’accessibilità e della sicurezza delle strade: 20 milioni di euro per l’anno 2021, 50 milioni di euro per l’anno 2022, 30 milioni di euro per l’anno 2023, 50 milioni di euro per l’anno 2024, 100 milioni di euro per l’anno 2025 e 50 milioni di euro per l’anno 2026;
  • 13. Sicuro, verde e sociale: riqualificazione edilizia residenziale pubblica: 200 milioni di euro per l’anno 2021, 400 milioni di euro per l’anno 2022 e 350 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2023 al 2026;

d) 1 miliardo e 455,24 milioni di euro per gli anni dal 2021 al 2026 da iscrivere nello stato di previsione del Ministero della Cultura riferiti al seguente programma:

  • 1. Piano di investimenti strategici sui siti del patrimonio culturale, edifici e aree naturali: 207,7 milioni di euro per l’anno 2021, 355,24 milioni di euro per l’anno 2022, 284,9 milioni di euro per l’anno 2023, 265,1 milioni di euro per l’anno 2024, 260 milioni di euro per l’anno 2025 e 82,3 milioni di euro per l’anno 2026;

e) 2 miliardi e 387,41 milioni di euro per gli anni dal 2021 al 2026 da iscrivere nello stato di previsione del Ministero della Salute riferiti ai seguenti programmi e interventi:

  • 1. Salute, ambiente e clima: 51,49 milioni di euro per l’anno 2021, 128,09 milioni di euro per l’anno 2022, 150,88 milioni di euro per l’anno 2023, 120,56 milioni di euro per l’anno 2024, 46,54 milioni di euro per l’anno 2025 e 2,45 milioni di euro per l’anno 2026;
  • 2. Verso un ospedale sicuro e sostenibile: 250 milioni di euro per l’anno 2021, 390 milioni di euro per l’anno 2022, 300 milioni di euro per l’anno 2023, 250 milioni di euro per l’anno 2024, 140 milioni di euro per l’anno 2025 e 120 milioni di euro per l’anno 2026;
  • 3. Ecosistema innovativo della salute: 10 milioni di euro per l’anno 2021, 105,28 milioni di euro per l’anno 2022, 115,28 milioni di euro per l’anno 2023, 84,28 milioni di euro per l’anno 2024, 68,28 milioni di euro per l’anno 2025 e 54,28 milioni di euro per l’anno 2026;

f) 6 miliardi 880 milioni di euro per gli anni dal 2021 al 2026 da iscrivere nello stato di previsione del Ministero dello Sviluppo economico riferiti ai seguenti programmi e interventi:

  • 1. «Polis» – Case dei servizi di cittadinanza digitale: 125 milioni di euro per l’anno 2022, 145 milioni di euro per l’anno 2023, 162,62 milioni di euro per l’anno 2024, 245 milioni di euro per l’anno 2025 e 122,38 milioni di euro per l’anno 2026;
  • 2. Transizione 4.0: oltre 5 miliardi, di cui 704,5 milioni di euro per l’anno 2021, 1.414,95 milioni di euro per l’anno 2022, 1.624,88 milioni di euro per l’anno 2023, 989,17 milioni di euro per l’anno 2024, 324,71 milioni di euro per l’anno 2025 e 21,79 milioni di euro per l’anno 2026;
  • 3. Accordi per l’Innovazione: 100 milioni di euro per l’anno 2021, 150 milioni di euro per l’anno 2022 e 250 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2023 al 2025;

g) 132,9 milioni di euro per gli anni dal 2022 al 2026 da iscrivere nello stato di previsione del Ministero della Giustizia riferiti al seguente programma e intervento:

  • 1. Costruzione e miglioramento di padiglioni e spazi per strutture penitenziarie per adulti e minori: 2,5 milioni di euro per l’anno 2022, 19 milioni di euro per l’anno 2023, 41,5 milioni di euro per l’anno 2024, 57 milioni di euro per l’anno 2025 e 12,9 milioni di euro per l’anno 2026;

h) 1 miliardo e 203,3 milioni di euro per gli anni dal 2022 al 2026 da iscrivere nello stato di previsione del Ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali riferiti al seguente programma e intervento:

  • 1. Contratti di filiera e distrettuali per i settori agroalimentare, pesca e acquacoltura, silvicoltura, floricoltura e vivaismo: 200 milioni di euro per l’anno 2021, 300,83 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2022 al 2023, 258,81 milioni di euro per l’anno 2024, 122,5 milioni di euro per l’anno 2025 e 20,33 milioni di euro per l’anno 2026;

i) 500 milioni di euro per gli anni dal 2022 al 2026 da iscrivere, per gli importi e le annualità indicati, nello stato di previsione del Ministero dell’università e della ricerca riferiti al seguente programma e intervento:

  • 1. Iniziative di ricerca per tecnologie e percorsi innovativi in ambito sanitario e assistenziale: 100 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2022 al 2026;

l) 210 milioni di euro per gli anni dal 2021 al 2024 da iscrivere nello stato di previsione del Ministero dell’Interno riferiti al seguente programma

  • 1. Piani urbani integrati: 80 milioni di euro per ciascuno degli anni 2021 e 2022, 30 milioni di euro nel 2023 e 20 milioni di euro nell’anno 2024;

A questi si aggiungono oltre 4,5 miliardi dedicati alla proroga del superbonus 110%, una delle misure più dibattute in questi mesi tra governo e parlamento.

Consulta gli investimenti previsti dal Fondo Complementare

FSC, AV Salerno-Reggio e Verona-Padova

Il decreto prevede anche il rifinanziamento del Fondo Sviluppo e Coesione 2021-27 per un totale di di 15,5 miliardi di euro, così distribuiti:

  • 850 milioni di euro per l’anno 2022,
  • 1.000 milioni di euro per l’anno 2023,
  • 1.250 milioni di euro per l’anno 2024,
  • 2.850 milioni di euro per l’anno 2025,
  • 3.600 milioni di euro per l’anno 2026,
  • 2.280 milioni di euro per l’anno 2027,
  • 2.200 milioni di euro per l’anno 2028,
  • 600 milioni di euro per l’anno 2029,
  • 500 milioni di euro per l’anno 2030,
  • 370 milioni di euro per l’anno 2031.

Per la realizzazione del secondo lotto costruttivo di cui al secondo lotto funzionale della linea ferroviaria AV/AC Verona-Padova, concernente l'attraversamento di Vicenza, è autorizzata la spesa complessiva di 925 milioni di euro distribuiti tra il 2022 e il 2029. Inoltre, il dl autorizza, per la predisposizione della progettazione definitiva del terzo lotto funzionale tratta AV/AC Vicenza-Padova, la spesa complessiva di 25 milioni di euro, di cui 5 milioni di euro per l’anno nel 2021 e 20 milioni di euro per il 2022.

Infine, per il finanziamento degli interventi relativi alla linea ferroviaria AV/AC Salerno-Reggio Calabria, si autorizza la spesa complessiva di 9,4 miliardi di euro, distribuiti tra il 2021 e il 2030.

Consulta il testo del decreto-legge n. 59-2021 sul Fondo complementare in Gazzetta ufficiale 

Il Fondo complementare in Senato

Affidata alla commissione Bilancio del Senato la conversione del decreto-legge n. 59 sul Fondo complementare al Piano nazionale di ripresa e resilienza. Scaduto il 3 giugno il termine per presentare gli emendamenti, il provvedimento è atteso in Aula il 15 giugno.

Molti gli emendamenti presentati al testo, a partire dalla proroga del 110%. Tema su cui la sottosegretaria Sartore (Mef) conferma quanto già affermato nei giorni scorsi dal ministro Franco: “La legge di bilancio è lo strumento più idoneo per intervenire”. 

Altro tema chiave del Fondo complementare è Transizione 4.0. Nei giorni scorsi un gruppo di senatori M5S, guidati da Mario Turco, hanno depositato un emendamento per chiedere l’estensione della cedibilità dei crediti d’imposta agli investimenti delle imprese in Transizione 4.0 e agli investimenti nel Mezzogiorno e nelle ZES. Obiettivo finale: dare vita a un “Superbonus Imprese” attraverso un sistema di facilitazioni e premialità.

Emendamento che di fatto replica quello presentato a maggio nell'ambito del decreto Sostegni, con una differenza. Nella nuova formulazione, infatti, si prevede che "con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate, da adottare entro 30 giorni dalla data in vigore della legge di conversione del presente decreto, sono definite le modalità, i termini di presentazione e il contenuto della comunicazione nonché le modalità attuative per la cessione del credito, da effettuarsi in via telematica, prevedendo il visto di conformità sulla documentazione che attesti la cessione".

Probabile però che l'emendamento vada incontro allo stesso destino del precedente, che era stato stralciato a causa di un’osservazione della Ragioneria dello Stato in cui si sottolineava come la cessione del credito non fosse a costo zero per le casse dello Stato. Secondo i principi contabili dell’Eurostat, infatti, il credito d’imposta ceduto tecnicamente diventava “payable”, cioè interamente imputabile al primo anno.

Interpellata dalle autorità italiane, Eurostat ha confermato proprio in queste ore l'interpretazione secondo cui la misura, per le caratteristiche che la contraddistinguono, ha natura “payable”. Quindi, l’introduzione della cessione avrebbe un impatto sui conti pubblici e richiederebbe una copertura finanziaria.

Altri settori interessati da emendamenti dei senatori sono le infrastrutture, la qualità dell'aria e l'energia. Fra questi figura la proposta di destinare risorse a un polo energetico nell'Adriatico per riconvertire le piattaforme Oil and Gas e realizzare un distretto marino integrato nell'ambito delle energie rinnovabili al largo delle coste di Ravenna. Ritirato invece l'emendamento per realizzare un impianto per la produzione di energia da fonti rinnovabili in mare in Sardegna. 

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