Pirateria su Internet: ombre sugli effetti della legge francese Hadopi

Credit © European Communities, 2009La famigerata legge anti-pirateria voluta da Sarkozy non sortisce per il momento gli effetti sperati, dal momento che i comportamenti degli utenti della Rete diventano sempre più indecifrabili e quindi difficilmente incasellabili in un'unica tipologia di fruizione. Uno studio dell’Università di Rennes afferma che il numero dei pirati della Rete, in Francia, è aumentato del 3% negli ultimi tre mesi a causa della diffusione di pratiche che sfuggono al raggio d’azione della Legge Hadopi (denominata la legge “Creazione e Internet”), come lo streaming.
Secondo un’indagine effettuata da tre ricercatori dell’ateneo di Rennes, Sylvain Dejean, Thierry Pénard e Raphaël Suire, il numero dei pirati sarebbe aumentato del 3% tra settembre e dicembre 2009, vale da dire nei tre mesi successivi all’adozione di Hadopi 2, entrata in vigore il 15 settembre dello scorso anno. 
 
I primi messaggi di allerta non sono stati ancora inviati ai pirati – i primi sono previsti in primavera – ma secondo gli autori del dossier, la tendenza rivela che la legge colpisce esclusivamente gli utilizzatori del peer to peer e non i siti di streaming, tralasciando buona parte del problema.
 
Lo scaricamento illegale utilizza altre vie, come il download diretto attraverso siti di web hosting come Megaupload, o Radipshare o la semplice visione dei video.

Si tratta di prassi che non posso essere scoperte da Hadopi, e che allo stesso tempo sono divenute più popolari della rete peer to peer. Il 20% degli internauti ascolta la musica o guarda un film o una serie tv sui siti di streaming, mentre solo il 14% utilizza la rete peer to peer. Quindi 3 milioni di navigatori passerebbero attraverso le maglie di Hadopi, mentre quest’ultima andrebbe nei fatti a colpire solo 2,7 milioni di francesi.

Inoltre, lo studio pubblicato nel marzo 2010 indebolisce l’idea secondo cui i pirati sarebbero reticenti all’acquisto on line: la metà degli acquirenti che si avvalgono di piattaforme legali sono allo stesso tempo dei pirati, mentre solo il 27% di questi scarica file dalla rete peer to peer, per l’appunto l’ambito della controversa norma Hadopi.
 
Tirando le somme, i ricercatori di Rennes hanno concluso che la legge potrebbe privare il mercato legale di una buona parte dei suoi consumatori. Se raggiungesse l’obiettivo di tagliare la connessione a tutti i pirati P2P, bisognerebbe far fronte alla scomparsa di un terzo dei clienti e ad un calo delle vendite on line. Non era certo questo l’effetto sperato.

All’inizio del 2010 l’industria musicale francese si rallegrava per l’aumento delle vendite su Internet e già si parlava dei primi effetti della legge Hadopi e di una presa di coscienza su questo tema. E invece, nonostante le vendite siano decollate (+56% sul mercato francese nel 2009), l’industria musicale non può ancora dire addio alla pirateria.
 
In conclusione, secondo i principi alla base della legge Hadopi, la pirateria coinciderebbe con il peer to peer. In questo modo ai pirati basta spostare semplicemente il loro raggio d’azione per evitare le sanzioni.
(Alessandra Flora)

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