Startup: nuove imprese innovative in aumento

StartupStockPhotosSe il report strutturale curato da Infocamere contava a fine dicembre 2014 3.179 startup innovative, a marzo il numero delle neoimprese iscritte alla sezione speciale del Registro delle Imprese è salito a 3.397.

Report strutturale al quarto trimestre 2014

Il report strutturale curato da Infocamere relativo al quarto trimestre del 2014 (elaborazioni al 20 gennaio 2015) mostra un aumento del 20,9% rispetto al rapporto precedente (che si riferiva a settembre 2014), con le startup a rappresentare lo 0,21% delle società di capitale italiane.

Aumenta parallelamente, e sempre del 20% rispetto al report relativo al terzo trimestre dello scorso anno, anche il capitale sociale delle startup innovative iscritte alla sezione speciale del Registro delle Imprese: il capitale sociale complessivo è pari a 153 milioni di euro, che corrisponde in media a circa 48mila euro a impresa.

Delle 3.179 neo-imprese, 827 presentano una compagine societaria a prevalenza giovanile (under 35), 397 a prevalenza femminile, e 66 a prevalenza straniera.

Dal punto di vista settoriale, il 72,9% delle startup innovative fornisce servizi alle imprese, il 18% opera nei settori dell’industria in senso stretto, il 3,8% nel commercio.

Sul piano occupazionale, le 989 startup con dipendenti impiegano complessivamente 2.607 persone, in media 2,6 dipendenti per ogni impresa, mentre almeno la metà delle startup con dipendenti impiega un solo dipendente. Più alto il numero delle startup innovative con soci (3.095), per un totale di 12.556 soci. 

Le società di capitale con dipendenti sono 570.296 e  impiegano complessivamente 8 milioni 280.187 persone. Più alto anche il numero di società di capitale con soci (1 milione 360.165), per un totale di 3 milioni 632.625 soci. 

Quanto ai risultati ottenuti, quindi i dati relativi al bilancio 2013, il 57,9% è in perdita, mentre il restante 42,1% presenta un utile d’esercizio. È necessaria tuttavia una precisazione: durante i primi esercizi di operatività è probabile che si presentino risultati economici in perdita a causa del peso che il debito presenta nella fase iniziale dell’attività.

Infine, il rapporto strutturale curato da Infocamere fa riferimento alla distribuzione geografica delle startup innovative per provincia. Milano si conferma la capitale delle neo-imprese innovative, ospitandone il numero maggiore: 466 (il 14,7% del totale); seguono Roma, con 265 (8,4%), Torino 171 (5,4%), Trento 96 (3%) e Napoli 95 (3%). Negli ultimi tre mesi del 2014 le startup sono aumentate di 96 unità a Milano, 52 a Roma e 26 a Torino.

Tuttavia, se si considerano tali valori in rapporto al numero di società di capitali presenti nella provincia, Trento è prima in classifica con 103 startup ogni 10mila società di capitali.

Sul piano regionale è di nuovo la Lombardia ad ospitare il numero maggiore di startup innovative, sono 696 pari al 21,9% del totale; seguono l’Emilia-Romagna con 360 (11,3%), il Lazio con 303 (9,5%), il Veneto con 247 (7,8%), il Piemonte con 229 (7,2%). Nel quarto trimestre le startup sono aumentate di 126 unità in Lombardia, 73 in Emilia-Romagna e 61 nel Lazio.

I dati regionali confermano il trend positivo registrato dalla provincia di Trento: il Trentino-Alto Adige, infatti, è la Regione con la più alta incidenza di startup in rapporto alle società di capitale, con 68 startup ogni 10mila società di capitali.

Registro delle Imprese – Aggiornamento a marzo 2015

Per quanto riguarda, invece, i primi tre mesi del 2015, il numero di startup iscritte alla sezione speciale del Registro delle imprese è aumentato di 218 unità. In base ai dati forniti dal Registro delle imprese, aggiornati al 2 marzo 2015, sono infatti 3.397 le startup innovative iscritte.

Di nuovo, la Regione con il maggior numero di neo-imprese innovative è la Lombardia (750), seguita da Emilia-Romagna (388), Lazio (328), Veneto (257), Piemonte (246), Toscana (217) e Campania (201).

Numeri a tre cifre anche per Marche (141),Puglia (140), Sicilia (133), Trentino Alto-Adige (119) e Sardegna (101). Seguono Friuli-Venezia Giulia (96), Calabria (83), Abruzzo (59), Liguria (56), Liguria (56), Umbria (36), Basilicata (20), Molise (15) e Valle d'Aosta (11).

In controtendenza gli incubatori certificati, società di diritto italiano o equivalenti europee che offrono servizi alle startup disponendo di particolari requisiti (strutture, attrezzature, competenze e relazioni con strutture di ricerca), tenuti ad iscriversi nella sezione dedicata del Registro delle imprese.

Non c'è traccia del dato relativo agli incubatori nel rapporto relativo al quarto trimestre 2014. Tuttavia, se si confrontano i dati relativi a gennaio 2015 e marzo 2015, il numero di incubatori iscritti al Registro delle Imprese è in discesa: se a gennaio erano 33, ad oggi gli incubatori sono scesi a quota 28.

Anche in questo caso, la collocazione geografica mostra la Lombardia al primo posto per numero di incubatori certificati (8), seguita da Piemonte (4), Veneto e Friuli-Venezia Giulia (entrambi con 3 incubatori), Emilia-Romagna, Lazio, Marche e Toscana (ognuna a quota 2), Sardegna e Trentino-Alto Adige (entrambe con un incubatore).

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