Imprese: Ue, burocrazia e pochi finanziamenti bloccano competitivita'

Imprese - Author: Galbiati Group / photo on flickr Il rapporto 2014 sulla competitività industriale nell'Unione fa il punto sui maggiori ostacoli alla crescita delle imprese europee. Tra questi, le difficoltà nell'accesso al credito e il peso eccessivo della burocrazia.

La relazione della Commissione individua quattro gruppi di Paesi in base allo stato di salute del loro tessuto imprenditoriale:

  • gli Stati membri con competitività elevata e in miglioramento: Paesi Bassi, Germania, Danimarca e Irlanda;
  • gli Stati membri con competitività elevata, ma in ristagno o in calo: Belgio, Regno Unito, Austria, Francia, Italia, Lussemburgo, Svezia e Finlandia;
  • gli Stati membri con competitività modesta, ma in miglioramento: Estonia, Lettonia, Lituania, Spagna, Repubblica ceca, Ungheria, Polonia, Portogallo, Romania, Slovacchia e Grecia;
  • gli Stati membri con competitività modesta e in ristagno o in calo: Slovenia, Bulgaria, Croazia, Malta e Cipro.

Tra i fattori che rallentano maggiormente lo sviluppo delle imprese, secondo la Commissione europea, ci sono soprattutto le difficoltà nell'accesso al credito e gli oneri burocratici, anche se esistono notevoli differenze tra i 28. Dal confronto tra gli Stati membri, emerge, ad esempio che la quota di imprese che faticano a ottenere finanziamenti dalle banche è pari al 5% in Finlandia, al 10% in Germania e al 25% in Italia. Se, invece, si guarda al tempo necessario ad espletare le procedure burocratiche per il pagamento delle tasse, in Italia le imprese vi dedicano 269 ore in un anno, mentre in Gran Bretagna per molte imposte sono previsti procedimenti online.

Il giudizio della Commissione sull'Italia non è, tuttavia, completamente negativo. Presentando il rapporto a Bruxelles, il commissario all'Industria Ferdinando Nelli Feroci ha parlato piuttosto di una “valutazione in chiaroscuro”. Accanto ai problemi evidenziati, il commissario ha sottolineato infatti alcuni aspetti positivi: l'esistenza di una bilancia commerciale attiva per le esportazioni, la resistenza di nicchie di eccellenza in campo scientifico che possono tradursi in innovazioni e un calo del peso del settore manifatturiero meno marcato rispetto a quello riscontrato negli altri Stati membri.

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Member States Competitiveness Report 2014 Italy

Photo credit: Galbiati Group / Foter / CC BY-NC-SA

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