TTIP - report UE-USA, negoziati fermi tra risultati e divergenze

Su appalti pubblici, protezione degli investimenti e tutela di marchi e indicazioni geografiche le posizioni UE e USA sono ancora molto distanti.

TTIP - Photo credit: Sky Noir via Foter.com / CC BY-NC-ND

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A pochi giorni di distanza dall'insediamento alla Casa Bianca del neo-eletto presidente Donald Trump, notoriamente ostile nei confronti del Partenariato transatlantico su commercio e investimenti, la commissaria Cecilia Malmström e il responsabile statunitense per il commercio Michael Froman hanno pubblicato una relazione congiunta UE-USA sui progressi compiuti nei negoziati sul TTIP dall'avvio dei negoziati, nel luglio 2013. 

A settembre 2016 - ovvero quando la vittoria del tycoon americano non era ancora pronosticabile - la Malmstroem aveva spiegato che "se non ci sarà un accordo entro il 19 gennaio", giorno in cui si conclude la presidenza Obama, sarà inevitabile una pausa naturale nei negoziati prima che la nuova amministrazione diventi operativa. E' difficile avere un'idea dei tempi dell'accordo, aveva detto la commissaria, ma "molto dipenderà da quanto il TTIP sarà una priorità per il prossimo presidente americano".

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In tale contesto di incertezza, il report UE-USA delinea i principali risultati raggiunti nelle tre distinte parti in cui è strutturato il TTIP, ovvero:

  • migliore accesso ai reciproci mercati per le imprese europee e statunitensi,
  • cooperazione per la semplificazione delle norme tecniche, senza abbassare gli standard qualitativi e di sicurezza,
  • regole globali del commercio, quali lo sviluppo sostenibile, l'occupazione e l'ambiente, oltre ad un capitolo specificatamente dedicato alle PMI.

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Oltre a delineare i punti su cui vi è un terreno comune, la relazione individua anche le aree in cui "resta ancora da fare un lavoro significativo" per "risolvere le divergenze". Nello specifico, i punti più spinosi delle trattative sono:

  • l'appianamento delle disparità nell'accesso delle imprese ai reciproci mercati degli appalti pubblici,
  • il raggiungimento di un meccanismo forte per la protezione degli investimenti, che preservi il diritto dei Paesi di legiferare,
  • la conciliazione degli approcci su marchi e indicazioni geografiche.

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Photo credit: Sky Noir via Foter.com / CC BY-NC-ND

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