6 aziende e 2 enti di ricerca italiani nell’IPCEI per la filiera dell’idrogeno

Idrogeno - Foto di akitada31 da PixabayIPCEI Hy2Tech è il nome dell’importante iniziativa che coinvolge 15 Paesi europei in un vasto progetto di ricerca e innovazione che riguarda un'ampia parte della catena del valore dell'idrogeno. C'è anche l'Italia, con 6 grandi player industriali - Ansaldo, Fincantieri, Iveco Italia, Alstom Ferroviaria, Enel e De Nora (in partnership con Snam) - e due enti di ricerca, ENEA e Fondazione Bruno Kessler (FBK).

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Si tratta nello specifico di un IPCEI, vale a dire un importante progetto di comune interesse europeo a sostegno della ricerca e dell'innovazione e della prima applicazione industriale nella catena del valore della tecnologia dell'idrogeno.

IPCEI Hy2Tech è stato preparato da 15 Stati europei - Austria, Belgio, Cechia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Italia, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Slovacchia e Spagna - e vale miliardi di euro. 

5,4 miliardi solo di finanziamenti pubblici, per la precisione. Fondi che secondo la Commissione europea rispettano le norme UE in materia di aiuti di Stato e che dovrebbero sbloccare altri 8,8 miliardi di euro di investimenti privati. 

Nell'ambito dell’IPCEI Hy2Tech 35 imprese attive in uno o più Stati membri, tra cui piccole e medie imprese (PMI) e start-up, parteciperanno a 41 progetti.

Il focus è su una parte molto ampia della catena del valore dell’idrogeno, tra cui: la produzione, le celle a combustibile, lo stoccaggio, il trasporto e la distribuzione dell'idrogeno e le sue applicazioni finali, in particolare nel settore della mobilità. 

L’IPCEI dovrebbe contribuire allo sviluppo di importanti innovazioni tecnologiche, come nuovi materiali per elettrodi altamente efficienti, celle a combustibile più efficienti e tecnologie di trasporto innovative, tra cui le prime tecnologie per la mobilità a idrogeno. E secondo le stime della Commissione europea dovrebbe creare circa 20mila posti di lavoro diretti.

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Le imprese italiane coinvolte nel grande progetto Hy2Tech in tutti i punti della value chain (tecnologie di produzione dell'idrogeno; tecnologie per le celle a combustibile; tecnologie di stoccaggio, trasporto e distribuzione; tecnologie per l'utilizzo finale) sono Ansaldo, Alstom Ferroviaria, ENEL, De Nora (in partnership con Snam), Fincantieri e Iveco Italia.

A queste vanno aggiunti due enti di ricerca: ENEA e Fondazione Bruno Kessler (FBK).

I partecipanti diretti all'IPCEI lavoreranno a stretto contatto gli uni con gli altri e saranno previste numerose collaborazioni con oltre 300 partner esterni, tra cui università, organizzazioni di ricerca e PMI di tutta Europa.
Oltre alla validazione delle tecnologie in chiave pilota o dimostrativa, l’IPCEI affronterà anche la sfida dello scale-up dei processi produttivi, tra cui la realizzazione di Gigafactory per la produzione di elettrolizzatori.
“L'idrogeno ha un enorme potenziale per il futuro: è indispensabile per la diversificazione delle fonti energetiche e la transizione verde. Investire in queste tecnologie innovative può però essere rischioso per i singoli Stati membri o le singole imprese. È qui che entrano in gioco le norme sugli aiuti di Stato per gli IPCEI”, ha dichiarato Margrethe Vestager, Vicepresidente esecutiva responsabile della politica di concorrenza. “Il progetto è un esempio di cooperazione europea molto ambiziosa in nome di un obiettivo comune fondamentale e testimonia anche di quanto la politica di concorrenza vada di pari passo con le innovazioni pionieristiche”.
Thierry Breton, Commissario per il Mercato interno, ha sottolineato: “Promuovere lo sviluppo e la diffusione della tecnologia dell'idrogeno stimolerà l'occupazione e la crescita in tutta Europa, contribuendo nel contempo a realizzare i nostri obiettivi in materia di ecologia e resilienza. In questo modo si favorisce la transizione verso l'energia pulita delle industrie ad alta intensità energetica e si riduce la nostra dipendenza dai combustibili fossili. Con questo IPCEI la produzione di idrogeno dell'UE passerà ‘dai laboratori alle fabbriche’ e la leadership tecnologica della nostra industria diventerà anche una leadership commerciale. Naturalmente il nostro sostegno al settore dell'idrogeno non si limita ai finanziamenti: abbiamo fatto anche passi avanti decisivi nella creazione di partenariati attraverso l'alleanza per l'idrogeno pulito e stiamo elaborando norme UE per sviluppare il mercato dell'idrogeno e creare apposite infrastrutture. Ne va del ruolo di punta dell'Europa nella trasformazione industriale del settore dell'idrogeno”.

Foto di akitada31 da Pixabay

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