Assegno unico, ok dal CdM al decreto attuativo: ecco requisiti e importi

Manovra 2021: Assegno unico, via libera da luglio 2021 - Foto di Trinity Kubassek da PexelsIl Consiglio dei ministri ha approvato il decreto legislativo attuativo dell'assegno unico, che entrerà a regime dal 2022. Il provvedimento dovrà ora passare al vaglio delle commissioni competenti delle Camere per i rispettivi pareri, prima del via libera definitivo.

Assegno unico figli e ANF maggiorati: come ottenere i sussidi per le famiglie

L'assegno unico universale per i figli interesserà sia i lavoratori dipendenti sia gli autonomi, a differenza del precedente assegno ponte, e sarà sempre erogato dall'Inps su domanda dei nuclei interessati.

La nuova misura, che assorbirà i vecchi aiuti alla famiglia, dal bonus bebé agli assegni familiari, potrà contare su circa 15 miliardi di euro nel 2022, risorse che saliranno progressivamente fino a 19,5 miliardi a decorrere dal 2029.

Dopo il via libera del Consiglio dei ministri lo schema di decreto legislativo dovrà passare al vaglio delle commissioni parlamentari, per poi approdare in Gazzetta ufficiale prima della fine dell’anno.

Assegno unico per i figli

Come funziona l'assegno unico figli 2022?

L'assegno unico per i figli, che rappresenta il tassello più importante del Family Act, è concepito come 'universale' in quanto consiste in una quota mensile che verrà data per ciascun figlio, dal settimo mese di gravidanza e fino a 21 anni

In presenza di figli maggiorenni l'assegno è concesso a patto che i ragazzi studino, facciano tirocini con reddito inferiore agli 8mila euro o siano impegnati nel servizio civile universale. Non è previsto un limite di età, invece, per i figli disabili, ma solo un importo differenziato in base al grado di autosufficienza.

Importi parametrati all'Isee

Gli importi dell'assegno saranno parametrati all’Isee: due in linea generale i limiti individuati, sotto i 15mila euro di Isee per avere il massimo dei benefici, sopra i 40mila per avere comunque almeno il minimo. Nessuna famiglia, se vorrà, resterà quindi fuori dal contributo che andrà dai 50 ai 175 euro al mese, che scendono da 25 a 85 euro per i figli tra i 18 e i 21 anni.

Saranno previste una serie di maggiorazioni in base al numero di figli e alla presenza di disabili, ma si terrà conto anche del fatto che entrambi i genitori lavorano. Una maggiorazione ad hoc - 20 euro al mese indipendentemente dall’Isee - andrà alle giovanissime mamme under 21. A partire dal terzo figlio è prevista una maggiorazione tra i 15 e gli 85 euro a figlio in base all’Isee, mentre i nuclei con quattro figli o più è prevista un’ulteriore maggiorazione forfettaria da 100 euro al mese. Se entrambi i genitori lavorano e l’Isee è basso, si avranno altri 30 euro in più, che si azzerano oltre i 40mila euro.

Le famiglie con figli disabili riceveranno l’assegno unico senza limiti di età dei figli. Per i minorenni si riceveranno 105 euro al mese in più in caso di non autosufficienza, 95 euro in caso di disabilità grave e 85 euro in caso di disabilità media. In presenza di maggiorenni disabili e fino a 21 anni si riceveranno 50 euro al mese in più - che si sommano all’assegno previsto tra i 18 e i 21 anni - mentre oltre i 21 anni si continuerà a ricevere un assegno in base all’Isee che andrà da 85 a 25 euro al mese.

Quando presentare le domande

Le domande si potranno presentare dal 1° gennaio 2022, per un periodo che andrà da marzo a febbraio dell’anno successivo.

L'assegno andrà al genitore che fa la domanda o "a richiesta anche successiva, in pari misura" tra i genitori. In caso di affidamento esclusivo "l'assegno spetta, in mancanza di accordo, al genitore affidatario. Nel caso di nomina di un tutore, l'assegno è riconosciuto nell'interesse esclusivo del tutelato". La domanda può essere presentata anche dai figli, una volta diventati maggiorenni, che possono "richiedere la corresponsione diretta della quota di assegno loro spettante".

Insieme alla domanda, a differenza dei vecchi assegni parametrati al reddito, andrà presentata anche la dichiarazione Isee ma chi non la presenta riceverà comunque l'assegno al minimo

Potranno richiederlo tutti i residenti da almeno due anni, compresi i cittadini extracomunitari.

Assegno unico ponte e maggiorazione assegni familiari

L'assegno temporaneo per i figli, noto anche come assegno 'ponte', è stato introdotto dal decreto-legge 79-2021, convertito dalla legge n. 112/2021 con validità di sei mesi, da luglio a dicembre dell'anno in corso. La misura si propone di raggiungere le famiglie rimaste escluse dagli aiuti familiari: lavoratori autonomi, professionisti, partite Iva, disoccupati senza indennità e tutti coloro che non hanno un reddito familiare prevalente da lavoro dipendente o assimilati.

Il dl 79-2021, che definisce i confini dell'assegno ponte, garantisce anche alle famiglie che ricevono già oggi gli assegni familiari - quindi quelle dei lavoratori dipendenti - un extra. La maggiorazione degli assegni familiari va dai 37,5 euro al mese per figlio nel caso di famiglie con uno o due figli, ai 55 euro in più per figlio per quelle con tre o più figli. Per queste maggiorazioni sono stanziati un miliardo e 390 milioni per il 2021.

Quanto vale l'assegno ponte per i figli?

Il valore dell'assegno ponte oscilla in base al numero di figli minori e alla situazione economica della famiglia certificata con l’Isee, in particolare, gli importi risultano decrescenti al crescere del livello dell’Isee. L’importo dell’assegno temporaneo varia da un minimo di 30 euro ad un massimo di 217,8 euro per ciascun figlio. In allegato al decreto sono riportati in una tabella gli importi mensili per ciascun figlio e rapportati a ogni singolo indicatore economico della famiglia.

L’importo massimo mensile è di 167 euro per primo e secondo figlio, maggiorato del 30% dal terzo figlio in poi. Quindi la cifra tetto per famiglie con due figli raddoppia a 355 euro e sale a 653 euro con tre figli. L'importo si dimezza a 83,5 euro intorno ai 15 mila euro di Isee e cala ulteriormente a 30 euro al mese a figlio dai 40 mila euro di Isee fino a 50 mila euro. Sono previsti poi 50 euro in più per ciascun figlio disabile. Il beneficio medio riferibile alla misura per il periodo che va dal 1° luglio 2021 al 31 dicembre 2021 è pari a 1.056 euro per nucleo e 674 euro per figlio.

Consulta il testo del decreto-legge n. 79-2021, Gazzetta Ufficiale n. 135 dell'8 giugno 2021

Consulta il testo del dl n. 79-2021 coordinato con la legge di conversione n. 112-2021, GU Serie Generale n.188 del 7 agosto 2021 

Consulta la legge di conversione n. 112-2021, GU Serie Generale n.188 del 7 agosto 2021

Quando richiedere l'assegno ponte?

Inizialmente il termine ultimo per presentare richiesta di fruizione per l'assegno ponte era fissato al 31 dicembre 2021 in via telematica all'Inps o presso Caf e Patronati. Successivamente, con il via libera dal CdM all'assegno universale, si è stabilita una proroga fino a fine febbraio per allineare l'assegno temporaneo per gli autonomi alle nuove scadenze previste per il nuovo assegno unico per i figli. 

L’erogazione dell’assegno decorre dallo stesso mese di presentazione della domanda e avviene mediante accredito sull'Iban del richiedente o mediante bonifico domiciliato, con l’eccezione delle famiglie beneficiarie di Reddito di cittadinanza. In caso di affido condiviso dei minori, l’assegno può essere accreditato in misura pari al 50% sull’Iban di ciascun genitore. In sede di prima applicazione, per le domande presentate entro il 31 ottobre saranno corrisposte le mensilità a partire dal mese di luglio.

La misura, inoltre, risulta esentasse e compatibile con il Reddito di cittadinanza ed altre misure a favore dei figli a carico erogate dalle Regioni e dai Comuni. Nel primo caso l'assegno unico verrebbe corrisposto dall'’Inps congiuntamente allo stesso RdC, ma il beneficio complessivo dovrebbe essere determinato sottraendo dall’importo teorico spettante dell’assegno la quota di Rdc relativa ai figli minori che fanno parte del nucleo familiare, calcolata in base alla scala di equivalenza. Le somme erogate a titolo di assegno per i figli non sarebbero soggette ai vincoli di spesa e prelievo tipici del Rdc.

Le sei misure sostituite dall'assegno unico universale

Se da un lato l'assegno ponte non cancella le agevolazioni fiscali per i figli a carico per tutto il 2021, dall'altro con l'introduzione del nuovo strumento di sostegno al reddito dei nuclei familiari si prevede il graduale superamento o soppressione degli altri provvedimenti a tutela delle famiglie, in particolare verranno eliminati: 

  • l’assegno ai nuclei con almeno tre figli minori, misura, introdotta nel 1999, che prevede l’assegnazione di un importo mensile alle famiglie con tre figli minori di 18 anni a carico. Nel 2020 la misura massima di tale assegno era di 145,14 euro mensili per 13 mensilità, spettante alle famiglie con ISEE inferiore a 8.788,99 euro (per 5 componenti);
  • l’assegno di natalità, introdotto dalla legge di Stabilità 2015, riconosciuto per ogni figlio adottato o nato entro l’anno considerato e corrisposto fino al primo anno di età o fino al primo anno di adozione. Il contributo previsto è scaglionato per fasce di reddito; nel 2020 era pari a 1.920 euro annui per famiglie con ISEE non superiore a 7mila euro, di importo pari a 1.440 euro per un valore dell’ISEE superiore a 7.000 euro ma inferiore a 40mila euro, pari a 960 euro per le famiglie con ISEE superiore a 40mila euro. A partire dal 2019, inoltre, per i figli successivi al primo l’importo viene aumentato del 20%;
  •  il premio alla nascita o all’adozione, introdotto con legge di Stabilità 2017, che consiste in un contributo una tantum per un importo pari a 800 euro, erogato in unica soluzione e spettante al compimento del settimo mese di gravidanza o all’atto dell’adozione;
  • il fondo di sostegno alla natalità, istituito con legge di Bilancio 2017 e con una dotazione di 13 milioni di euro per il 2020 e 6 milioni di euro a decorrere dal 2021. Il fondo è diretto a favorire l’accesso al credito alle famiglie con uno o più figli fino a tre anni (o fino a tre anni di adozione) tramite il rilascio di garanzie a banche e intermediari.

Nel quadro di una più ampia riforma del sistema fiscale, inoltre, le seguenti misure verranno gradualmente superate o soppresse:

  • le detrazioni IRPEF per figli a carico, che spettano in misura inversamente proporzionale al proprio reddito e si annullano per redditi pari o superiori a 95.000 euro;
  • l’assegno per il nucleo familiare, introdotto nel 1988 e spettante per un importo che dipende dal reddito e dal numero dei componenti del nucleo.

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