Governance di Internet: Bruxelles propone la riforma di ICANN

Logo ICANNCon una nuova comunicazione trasmessa all’Europarlamento, l’esecutivo di Bruxelles ha voluto tracciare una vera e propria road map della governance di Internet per i prossimi anni. Questa presa di posizione coincide con l’imminente scadenza dello storico accordo che lega l'ICANN (Internet Corporation for Assigned Names and Numbers) al Ministero del Commercio statunitense, accordo che non verrà rinnovato.
La Commissione Europea in questo documento manifesta la sua preoccupazione rispetto a ciò che accadrà dopo il 30 settembre 2009 e delle possibili riforme da attuare. Pur apprezzando l’innegabile lavoro svolto nell’ultima decade in chiave no profit da ICANN, soprattutto per quanto riguarda la stabilità del sistema dei nomi e dei domini, Bruxelles ne ha voluto mettere in luce anche i  limiti, aprendo così la strada ad una riforma interna. Il primo limite – che è anche il più ovvio – riguarda la scarsa rappresentatività di questo ente, che da sempre è legato mani e piedi agli Stati Uniti. Difatti la sua struttura giuridica segue il diritto californiano.
 
Non si può sottovalutare il fatto che l’Unione Europea raggruppi in sé il 19% degli utilizzatori di Internet nel mondo. Inoltre, mentre il primo miliardo di utilizzatori della Rete proveniva principalmente dai paesi occidentali, è molto probabile che in futuro il secondo miliardo possa essere costituito da internauti che vivono nei paesi in via di sviluppo. Pertanto eventuali nuove disposizioni in materia di governance non potranno ignorare i loro interessi.
 
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L’Unione Europea - che finora non è stata di certo a guardare ed ha sempre partecipato agli incontri del World Summit in the Information Society - intende ora concentrarsi in particolare sul rispetto dei pilastri alla base della Governance: rispetto dei diritti umani, libertà di espressione,  rispetto della privacy e promozione della diversità culturale e linguistica.  Valori che in molte aree del mondo non sono affatto scontati, se pensiamo all'Iran o alla Cina. 
 
Per prima cosa il carattere aperto, interoperabile dell’architettura di Internet deve essere preservato. In secondo luogo, è necessario che il settore privato mantenga un ruolo centrale nella gestione quotidiana di Internet, così come è avvenuto finora con risultati positivi. Il ruolo dei governi dovrà essenzialmente concentrarsi sulla posta politica in gioco e nei macroprocessi decisionali, senza però invadere l’“ordinaria amministrazione”.
 
Quale sarà il futuro di ICANN? Considerando che non esiste un consenso unanime della comunità internazionale riguardo all’idea di costituire ex novo un ente super partes che lo sostituisca, una possibile soluzione potrebbe essere far sì che l’ICANN possa rendere conto del suo operato sul piano multilaterale a tutti paesi del mondo. Per questo motivo l’Unione Europea dovrà concentrarsi sul dialogo con gli Stati Uniti e farsi portatrice degli interessi legittimi della comunità internazionale. Molto dipenderà anche dalla compagine che andrà a formare il nuovo esecutivo di Bruxelles e dalla volontà del commissario che andrà a sostituire Vivien Reding nella gestione del portafoglio società dell'informazione e media.

(Alessandra Flora)

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