Debiti Pa: CdM approva decreto per sbloccare 40 miliardi di euro di arretrati

Consiglio dei ministri - foto di GovernoDovrebbe essere pubblicato oggi in Gazzetta ufficiale il decreto sui debiti della pubblica amministrazione, approvato nel fine settimana dal Consiglio dei Ministri. Un decreto che permette a Regioni, Province e Comuni di pagare 40 miliardi di euro di fatture arretrate nel giro di un anno senza intaccare i saldi di finanza pubblica. Una volta pubblicato in Guri, le pubbliche amministrazioni potranno cominciare a erogare i pagamenti.

Pagamento debiti

I 40 miliardi che il decreto sblocca per i primi 12 mesi dovrebbero costituire il primo – ma non l'unico né l'ultimo – dei provvedimenti in tal senso: nella prossima legge di stabilità, infatti, saranno avviate iniziative anche per le porzioni rimanenti. Che, secondo le stime, ammontano a una cifra che varia tra i 50 e i 90 miliardi di euro. Il che farebbe lievitare il totale delle fatture da pagare, che arriverebbe addirittura a 130 miliardi.

Per i Comuni che hanno già liquidità in cassa, che non possono spendere a causa dei vincoli del patto di stabilità, il provvedimento avrà effetto immediato. Mentre quelli che dovranno chiedere un prestito allo Stato dovranno aspettare qualche settimana in più. In questo caso, le amministrazioni che non hanno risorse sufficienti per onorare i debiti potranno chiedere prestiti al ministero dell’Economia. I soldi arriveranno o dal ministero stesso o dalla Cassa depositi e prestiti, a seconda dei casi.

I criteri per pagare i debiti saranno l'ordine cronologico e la tipologia di creditori: ''Dovranno essere prima i debiti più anziani. Chiediamo inoltre alle amministrazioni di seguire un ordine di priorità: prima le imprese e dopo le banche, e prima i crediti più anziani. Si parte dalle fatture più vecchie'', ha spiegato il ministro dell’Economia Vittorio Grilli.

Le risorse per onorare i debiti pregressi delle pubbliche amministrazioni arriveranno in parte dall’allentamento dei vincoli del patto di stabilità e in parte tramite l’emissione di nuovi titoli di debito pubblico. Complessivamente per le casse dello Stato l'aggravio di spese di interessi sarà di circa 500 milioni di euro all'anno. Aggravio che non dovrebbe intaccare i saldi di finanza pubblica: il premier Mario Monti, infatti, ha annunciato che c’è ''la fondata aspettativa che a maggio l’Italia sarà dichiarata fuori dalla procedura Ue per deficit eccessivo''. E sempre il prossimo mese Bruxelles dovrebbe chiudere la procedura d'infrazione Ue sui ritardi nei pagamenti.

Censimento debiti

Oltre al pagamento del pregresso, il decreto avvia un censimento dei debiti della pubblica amministrazione che, in base a quanto spiegato dal ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera, ''verrà fatto nell'ambito della prossima Finanziaria''. Tra le modalità di pagamento dei debiti della pubblica amministrazione, ha aggiunto Passera, ci sarà anche la "compensazione tra debiti e crediti. Abbiamo allargato la tipologia di crediti che potranno essere compensati: non solo i debiti passati a ruolo''.

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Direttiva 2011/7/UE del 16 febbraio 2011 relativa alla lotta contro i ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali

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