Decreto Sud - anche periferie e dissesto nel testo in CdM

Photo credit: sarabrag via Foter.com / CC BY-NCAnche periferie e dissesto idrogeologico nel decreto Mezzogiorno in arrivo in Consiglio dei ministri.

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Non ci saranno soltanto le Zone economiche speciali e le misure per l’imprenditoria. Il menù del decreto Mezzogiorno, che viaggia verso l’approvazione in Consiglio dei ministri, è destinato ad essere più ricco. Ci sarà sicuramente un’altra norma sulle periferie, che agevolerà gli interventi di rigenerazione, in combinazione con i finanziamenti arrivati nel corso degli ultimi mesi. E ci saranno anche interventi per il dissesto idrogeologico.

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I piani per le periferie

Il fronte delle periferie è quello più interessante. La norma arriverà dopo che il Governo ha da poco approvato un decreto che, con 800 milioni di euro, chiude di fatto il perimetro dei finanziamenti per il piano dedicato alle periferie nel nostro paese. Il programma, però, è di andare oltre, agevolando altri interventi nelle Regioni del Mezzogiorno.

Riqualificazione e rigenerazione

La proposta allo studio del Governo, allora, prevede che “al fine di favorire la riqualificazione e la rigenerazione urbana, i Comuni situati nelle Regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia” potranno promuovere la formazione di programmi integrati, previsti da una legge ad hoc del 1992.

Deroga al piano regolatore

Questi piani potranno essere collegati anche a finanziamenti già assegnati e dovranno riguardare la realizzazione di programmi complessi di riqualificazione e rigenerazione urbana. La grande novità, però, è che potranno essere adottati anche “in deroga con gli strumenti urbanistici vigenti”.

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Demolizione e ricostruzione

In altre parole, il recupero delle periferie potrà derogare alle indicazioni del piano regolatore. La legge specifica che questi programmi potranno comportare “la demolizione e ricostruzione o la sostituzione di più edifici degradati, il mutamento della destinazione d'uso, nonché la dotazione di infrastrutture viarie o di trasporto o delle reti funzionali al miglioramento dei servizi reali o immateriali”.

I tempi delle operazioni

I programmi andranno approvati dalla Giunta e dal Consiglio comunale entro 180 giorni, “fatti salvi gli eventuali vincoli ambientali, paesaggistici, idrogeologici di competenza di altre amministrazioni”. In caso di ritardo i finanziamenti andranno persi e l’autorizzazione si intenderà negata.

Il dissesto idrogeologico

Sul fronte del dissesto idrogeologico, invece, viene potenziato ulteriormente il ruolo dei commissari regionali, cioè i presidenti di Regione. Le risorse già approvate nell’ambito dei Patti per il Sud che riguardano il dissesto idrogeologico e la messa in sicurezza del territorio potranno confluire direttamente nelle contabilità speciali dei commissari.

Procedure speciali

Si tratta di 1,3 miliardi che saranno, in sostanza, direttamente a disposizione dei governatori. Questo significa che a questo denaro si applicheranno le procedure speciali previste dalla legge per il dissesto idrogeologico. In questo modo i commissari potranno anche portare avanti le progettazioni, che restano l’elemento che continua a frenare gli interventi in materia di messa in sicurezza. 

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