Cosa prevede la bozza del programma Urbact IV 2021-2027?

Foto di Credit Commerce da PixabayAnche se il lancio di Urbact 2021-2027 sarà a giugno 2022, intanto nella bozza di programma figurano alcune informazioni chiave come: i fondi FESR (79,6 milioni) o il collegamento con l'European Urban Initiative. Ancora da chiarire, invece, le risorse che arriveranno dal nuovo IPA. 

Il ruolo di Urbact per città più vivibili

In un documento di 49 pagine sono condensate le informazioni salienti su come sarà il nuovo programma Urbact 2021-2027. Oltre a chiarire il cronoprogramma da qui a giugno, il testo è utile per avere una visione d’insieme sulle priorità di Urbact IV (anche alla luce del Covid), i suoi target group e la complementarità con l'Iniziativa Urbana Europea (IUE).

Il cronoprogramma di Urbact IV

Partiamo dalle tempistiche. “Ci è voluto un po' più del previsto”, scrivono nel documento, per avere in mano la bozza finale del nuovo programma Urbact 2021-2027.

“Il budget disponibile per il programma - aggiungono infatti - è stato annunciato a marzo 2021 e le versioni finali dei regolamenti europei sono state pubblicate alla fine di giugno”. Da lì sono poi passati altri venti giorni prima dell’invio del testo “ai membri del Comitato di programmazione per la loro approvazione scritta”, con l’auspicio di ricevere entro l'autunno “l'approvazione dagli Stati membri e partner in modo da poter presentare formalmente il documento alla Commissione europea.

A quel punto la Commissione europea avrà sei mesi di tempo per convalidare il programma, su cui si attende la notifica di approvazione in primavera 2022, per poi arrivare al lancio ufficiale di Urbact IV a giugno 2022.

L’importanza delle città per gli obiettivi di sviluppo sostenibile

Anche se il budget di Urbact 2021-2027 è modesto (79,6 milioni di fondi FESR a cui si aggiungerà una quota di fondi IPA ancora da definire), le sfide che esso affronta sono al cuore del futuro volto dell’Europa.

Dal clima allo sviluppo economico, passando per la lotta alle diseguaglianze e alla transizione digitale, infatti, nelle prossime decadi le città saranno chiamate a giocare un ruolo strategico per il raggiungimento degli ambiziosi obiettivi che l’Europa e i suoi stati membri si sono posti.

Governare questi processi però è tutt’altro che semplice. “La disparità nella configurazione urbana, nel policentrismo e nella demografia dell'Europa”, si legge infatti nel documento, rende ad esempio “difficile implementare un approccio unico alle città” e “tradurre i principi generali di sviluppo urbano sostenibile nella pratica quotidiana della gestione urbana si è rivelato una sfida per le città stesse”.

In tale contesto, prosegue il testo, “il lavoro di capitalizzazione di Urbact III, che esamina in dettaglio come i principi dello sviluppo urbano sostenibile sono compresi e implementati dalle città, fa luce sui progressi compiuti da alcune città, ma rivela la necessità di un sostegno continuo a livello nazionale e dell'UE”.

I compiti principali di Urbact IV

Da qui prende il via Urbact 2021-2027, a cui il Regolamento (UE) 2021/1059 sull’Interreg attribuisce tre compiti principali:

  • Lo scambio di esperienze, approcci innovativi e sviluppo delle capacità in relazione all'identificazione, al trasferimento e alla capitalizzazione di buone pratiche urbane sullo sviluppo urbano integrato e sostenibile, tenendo conto dei collegamenti tra aree urbane e rurali;
  • Il sostegno ad azioni per lo sviluppo urbano sostenibile, sviluppate nell'ambito dell'articolo 11 del Regolamento (UE) 2021/1058 (quello sul Fondo europeo di sviluppo regionale e al Fondo di coesione) 
  • Lo sviluppo delle attività intraprese dal programma Urbact IV per integrare in modo coordinato l'Iniziativa Urbana Europea (articolo 12 del regolamento (UE) 2021/1058).

Complementarità con l'Iniziativa Urbana Europea

Soffermandoci sul terzo compito, il documento afferma che “Urbact e l'Iniziativa Urbana Europea si completeranno a vicenda in modo coordinato. Urbact infatti contribuirà alla catena del valore dell'Iniziativa Urbana Europea che identifica le sfide urbane, utilizza strumenti per la creazione di prove, analizza i risultati e la capitalizzazione, promuove la diffusione e la diffusione e valuta i risultati”. 

Mentre l'IUE sarà composto da filoni e flussi di lavoro, al cui interno si inserisce proprio Urbact.

Fonte: draft programme Urbact IV

Priorità e target group in Urbact IV

In linea di massima la priorità è quella di promuovere lo sviluppo urbano sostenibile integrato attraverso la cooperazione, attraverso tre obiettivi.

Il primo è di utilizzare le reti transnazionali per migliorare la capacità delle città europee di:

  • Co-progettazione e attuazione di piani d'azione integrati legati alle sfide comuni dello sviluppo urbano sostenibile
  • Trasferire buone pratiche urbane consolidate
  • Progettare piani di investimento per replicare elementi di Urban Innovative Actions.

Gli altri due sono invece:

  • Migliorare la capacità degli stakeholder urbani di progettare e attuare politiche, pratiche e innovazioni di sviluppo urbano sostenibile in modo integrato, partecipativo e territoriale;
  • Garantire che la conoscenza e le pratiche di Urbact siano rese accessibili agli operatori urbani e ai responsabili delle politiche per alimentare le politiche urbane locali, regionali, nazionali ed europee, in particolare attraverso l'Iniziativa Urbana Europea, contribuendo all'agenda urbana per l'UE.

Diversi infine i target group a seconda dei tre obiettivi presi in considerazione. I principali sono chiaramente le città dei 27 Stati UE, più quelle della Norvegia e della Svizzera (e potenzialmente paesi IPA) disposte a sviluppare strategie integrate e piani d'azione per lo sviluppo urbano sostenibile. 

Ma dentro ci sono anche altri partner, come ad esempio le autorità provinciali, regionali e nazionali (per quanto riguarda le questioni urbane) oppure le università e i centri di ricerca (per le problematiche urbane), solo per citarne alcuni.

Consulta la bozza del programma Urbact IV 2021-2027

Foto di Credit Commerce da Pixabay

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