Fondi Ue: Titomanlio, limiti dei PPP in grandi infrastrutture

Building site - Photo credit: sarflondondunc / Foter / CC BY-NC-NDQuali sono i limiti e i problemi principali dei partenariati pubblico-privato nel settore delle grandi opere pubbliche? Ne ha parlato l'avvocato Federico Titomanlio, segretario generale dell'Istituto Grandi Infrastrutture, alla conferenza organizzata da FASI.biz sullo sviluppo locale partecipativo e i PPP.

Il sistema italiano in materia di gare d'appalto, ha detto aprendo il suo intervento Titomanlio, scoraggia la finanza mondiale a investire nel nostro Paese, a causa della lunghezza dei tempi che intercorrono tra la fase di contrattazione e quella di messa a reddito dell'investimento.

Dal 1997 a oggi, ha proseguito il segretario generale IGI, risultano aperte 70mila sentenze su questioni relative a gare di appalto. Alla base di questa situazione vi è un sistema normativo molto complicato. Oggi, ha spiegato Titomanlio, “operiamo con 600-650 articoli, ognuno dei quali composto da almeno 10 commi”, si tratta dunque di un sistema “farraginosissimo” che “l'amministrazione non è in grado di gestire”.

Altro problema per la realizzazione dei PPP nel settore delle grandi infrastrutture pubbliche, ha continuato il suo intervento Titomanlio, è la difficoltà nell'acquisizione dei permessi e delle autorizzazioni.

L'avvocato ha poi commentato il recente annuncio del sottosegretario alla presidenza del Consiglio Graziano Delrio sulla prossima realizzazione di un “nuovo codice degli appalti”, a cui l'Italia sta lavorando per recepire tre direttive europee in materia. “Chi scrive questi testi - ha sottolineato ironicamente Titomanlio - non ha mai fatto una gara d'appalto”.

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