Cloud computing: settore in crescita, ma senza personale qualificato

Cloud computingEntro il 2015 il settore del cloud computing produrrà 7 milioni di nuovi posti di lavoro, ma mancheranno lavoratori qualificati per ricoprirli. E’ quanto emerso da uno studio della società di ricerca IDC - commissionato da Microsoft -, secondo il quale ogni anno la domanda di personale IT specializzato crescerà del 26%. Purtroppo, si stima che l’acquisizione di competenze da parte dei lavoratori non andrà di pari passo, per mancanza di esperienza e qualifiche.

Già nel 2012 è stato registrato un primo campanello di allarme: i manager addetti alle assunzioni del personale, infatti, non sono riusciti a coprire circa 1,7 milioni di posizioni disponibili. La situazione potrebbe peggiorare data la domanda di personale qualificato, che entro il 2015 crescerà:

  • del 32% nei paesi dell’Asia e del Pacifico,
  • del 24% nei paesi EMEA,
  • del 22% in Nord America.

Quello che manca – sottolinea lo studio – è una preparazione adeguata, certificazioni ed sufficiente esperienza a tutti i livelli, dai manager incaricati della gestione dei progetti agli analisti. Colmare tali lacune rappresenta una priorità, per far fronte a quello che l’ICD ha definito un vero e proprio 'breakdown' nel campo del business.

Il cloud computing, infatti, rivoluzionerà completamente le relazioni tra tecnologie innovative e impresa, cambiamento che potrebbe costare caro alle organizzazioni non al passo con i tempi.

“A differenza delle carenze di competenze IT del passato - ha spiegato Cushing Anderson, vice presidente IDC - la soluzione di questo divario è estremamente impegnativa, visto che il cloud porta una nuova serie di competenze, non necessarie in passato. Non vi è alcuna serie di criteri onnicomprensiva e universalmente valida per i posti di lavoro nel cloud computing. Pertanto, la formazione e la certificazione è fondamentale per la preparazione dei candidati al lavoro nel settore”.

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Studio IDC

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