Mercato unico digitale - geoblocking, cittadini UE piu' consapevoli

Mercato unico digitale geoblockingIl 50% dei cittadini europei conosce le nuove norme UE sui blocchi geografici, entrate in vigore sette mesi fa per contrastare le restrizioni agli acquisti online e alle vendite transfrontaliere. Lo rivela l'ultimo Eurobarometro.

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L'indagine rientra nella valutazione in corso delle esigenze dei consumatori e delle realtà del mercato in settori in cui, allo stato attuale, le norme sui blocchi geografici non si applicano o si applicano solo parzialmente.

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L'esito di questa valutazione, effettuata dalla Commissione, confluirà nel primo riesame delle norme previsto per marzo 2020, con cui si valuterà l'eventuale necessità di estendere l'ambito di applicazione del regolamento.

Regolamento UE sul geoblocking

Entrato in vigore il 3 dicembre 2018, il regolamento contro i blocchi geografici ingiustificati affronta la questione della discriminazione ingiustificata dei clienti nel commercio online basata sulla nazionalità, il luogo di residenza o il luogo di stabilimento nell'ambito del mercato interno.

Le regole non obbligano i professionisti a consentire l'accesso ai propri contenuti, vendere o effettuare consegne in tutta l'UE, bensì vieta ai professionisti che già effettuano consegne verso un determinato Stato membro di discriminare i clienti di tale Stato membro sulla base della nazionalità, del luogo di residenza o del luogo di stabilimento.

Il regolamento fa parte di una serie di norme sul commercio elettronico volte a incrementare le vendite online transfrontaliere nell'UE, a vantaggio non solo dei venditori online ma anche dei consumatori, che godranno di più ampia scelta e di maggiori garanzie.

In particolare:

  • la revisione della direttiva sui servizi di pagamento e le nuove norme sui servizi di consegna transfrontaliera dei pacchi, che offrono maggiore trasparenza a livello di pagamenti e di prezzi in tutta l'UE, sono già in vigore;
  • la revisione delle norme a tutela dei consumatori, volte a offrire una maggiore protezione ai consumatori che effettuano acquisti online, è stata recentemente approvata dal Parlamento europeo e dal Consiglio;
  • le nuove norme sull'IVA per le vendite online di beni e servizi, volte ad adeguare le disposizioni in materia di IVA a un'economia sempre più digitale e globalizzata, entreranno in vigore nel gennaio 2021. 

Grazie alla strategia per il mercato unico digitale, dall'aprile 2018 gli europei possono accedere ai loro abbonamenti online a film, eventi sportivi, e-book, videogiochi o servizi musicali anche quando si recano in un altro Stato membro. Le nuove norme rendono inoltre più facile per le emittenti radiotelevisive ampliare l'offerta online a livello transfrontaliero, garantendo così agli utenti una maggiore scelta e un migliore accesso ai contenuti attraverso le frontiere e consentendo lo sviluppo culturale in Europa.

Eurobarometro

L'Eurobarometro individua chiaramente gli audiovisivi e altri contenuti protetti dal diritto d'autore forniti per via elettronica, quali lo streaming e il download di musica, gli e-book e i giochi, come i contenuti più richiesti dai consumatori a livello transfrontaliero. Le norme vigenti non si applicano a questo tipo di contenuti ma è probabile che, nel prossimo futuro, il diritto dell'UE si concentri proprio su di essi.

In particolare, il numero di utenti di Internet che cerca di ottenere accesso transfrontaliero ai contenuti è quasi raddoppiato negli ultimi 4 anni, passando dall'8% nel 2015 al 15% nel 2019. I tipi di contenuti più richiesti a livello transfrontaliero sono gli audiovisivi (indicati dal 9% degli intervistati) e la musica (8%). L'indagine indica inoltre che questa tendenza è destinata a continuare, soprattutto grazie alla spinta dei giovani; la percentuale di intervistati di età compresa tra 15 e 24 anni che ha cercato di accedere a tali servizi a livello transfrontaliero è quasi doppia rispetto al dato complessivo, attestandosi al 28%.

I motivi più comuni per cercare di accedere a tali contenuti sono l'indisponibilità degli stessi nei paesi degli intervistati (44%), seguita dalla ricerca di una scelta più ampia (39%). La maggioranza di coloro che non hanno cercato di accedere ai contenuti destinati agli utenti di un altro paese dell'UE sarebbe comunque interessata a farlo, in particolare per quanto riguarda gli audiovisivi (31%) e la musica (29%); il dato relativo alle nuove generazioni è ancora più alto.

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