Finanza sostenibile - le proposte del PE per una tassonomia europea

Finanza sostenibile - Photo by rawpixel.com from PexelsPer evitare il greenwashing occorre definire in modo chiaro cosa si intende per investimenti sostenibili dal punto di vista ambientale, climatico e sociale. Serve quindi una tassonomia uniforme a livello europeo.

ESG - UE, piu’ trasparenza su sostenibilita' investimenti

Una posizione sostenuta con forza dal gruppo tecnico di esperti UE di finanza sostenibile, che sta lavorando da mesi in tal senso, e sostenuta ora anche dagli eurodeputati delle commissioni Problemi economici e Ambiente del Parlamento europeo, che hanno adottato una serie di emendamenti alla proposta che definisce criteri uniformi per determinare se un'attività economica è sostenibile.

A cosa serve una tassonomia europea?

L'obiettivo della proposta è sviluppare gradualmente una tassonomia europea in grado di fornire agli investitori un quadro di riferimento chiaro e univoco di quali attività possono considerarsi sostenibili. Un framework ispirato alle classificazioni statistiche esistenti e pensato per orientare gli investimenti su quelle attività che possono essere definite realmente sostenibili.

Una serie di target dovrebbero essere considerati nella valutazione del grado di sostenibilità di un'attività economica:

  • mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici;
  • protezione e uso sostenibile dell’acqua e delle risorse marine;
  • transizione a un’economia circolare, compresa la prevenzione dei rifiuti e l'aumento dell'utilizzo di materie prime secondarie;
  • prevenzione dell’inquinamento;
  • protezione della biodiversità e ripristino degli ecosistemi degradati.

Obiettivi che andranno misurati attraverso alcuni indicatori armonizzati, cui sta lavorando il gruppo di esperti UE, onde evitare la frammentazione attualmente esistente fra i diversi Paesi europei, che finisce spesso per scoraggiare gli investitori a puntare su investimenti transfrontalieri green e sostenibili.

Proprio nei giorni scorsi, gli esperti UE hanno elaborato una prima bozza di raccomandazioni per la creazione di un Green Bond Standard (GBS) strettamente collegato al nuovo sistema di classificazione delle attività finanziarie sostenibili.

Parole d’ordine: ESG e benchmark low-carbon

Sempre nel solco dei lavori per definire criteri unificati volti a favorire gli investimenti sostenibili si inquadrano gli accordi raggiunti nei giorni scorsi tra Parlamento e Consiglio per introdurre obblighi di trasparenza e fissare una nuova generazione di benchmark low-carbon.

Il primo impone agli investitori istituzionali, come i gestori patrimoniali o le compagnie assicurative, di fornire precise informazioni in merito all'impatto ambientale e sociale delle loro decisioni d’investimento. Un quadro di trasparenza che servirà a garantire che gli investitori siano bene informati dell'impatto ambientale e sociale dei loro investimenti.

Il secondo accordo fissa due nuovi benchmark low-carbon europei, uno per la transizione climatica, che offrirà un'alternativa a basse emissioni rispetto a quello comunemente usato, e uno allineato all’accordo di Parigi, che comprenderà solo società in grado di dimostrare di essere allineate con il target di 1,5˚.

Le nuove etichette, così come la regolamentazione sulla trasparenza dell’impatto ambientale e sociale degli investimenti, intendono sostanzialmente limitare il cosiddetto greenwashing, la strategie che ingannano gli investitori con affermazioni ambigue o infondate sui benefici ambientali di un investimento.

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