UE - da Bruxelles una nuova agenda per ricerca e innovazione

Ricerca e innovazioneIstituzione del Consiglio europeo per l'innovazione, semplificazione delle norme sugli aiuti di Stato e adozione in tempi brevi del bilancio UE post 2020. Sono alcune delle priorità definite dalla Commissione UE nella nuova agenda europea per la ricerca e l'innovazione.

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In vista del dibattito informale dei capi di Stato e di governo che si terrà a Sofia il 16 maggio, la Commissione UE ha presentato una comunicazione sulla nuova agenda europea per la ricerca e l'innovazione.

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Nuova agenda UE per ricerca e innovazione

La nuova agenda europea per la ricerca e l'innovazione presenta una serie di azioni concrete volte a rafforzare la capacità di innovazione dell'Europa e a garantire una prosperità duratura:

  • regolamentazione e finanziamenti favorevoli all'innovazione: le misure proposte prevedono di:
    - dare priorità al recepimento della direttiva riguardante i quadri di ristrutturazione preventiva, insieme ad azioni volte ad aumentare l'efficacia delle procedure di ristrutturazione, insolvenza e liberazione dai debiti;
    - aumentare l'acquisto di prodotti e servizi innovativi da parte delle autorità pubbliche mediante l'applicazione degli orientamenti pubblicati dalla Commissione in tema di public procurement;
    - adottare in tempi brevi il prossimo bilancio dell'UE 2021-2027, che propone di destinare 100 miliardi di euro a Horizon Europe e al programma Euratom di ricerca e formazione, nonché ad altri importanti programmi di finanziamento che imprimeranno un impulso significativo all'innovazione;
    - attuare l'iniziativa VentureEU per stimolare gli investimenti privati e il capitale di rischio;
    - semplificare ulteriormente le norme sugli aiuti di Stato dell'UE per facilitare il finanziamento pubblico di progetti innovativi, anche mediante la combinazione di fondi nazionali e dell'UE;
  • UE all'avanguardia nell'innovazione creatrice di mercato: la Commissione propone di istituire un Consiglio europeo per l'innovazione che operi su vasta scala e che costituisca il referente unico per le tecnologie rivoluzionarie e ad alto potenziale e per le imprese innovative con le potenzialità per espandersi. Il Consiglio europeo per l'innovazione partirà dalla fase pilota da 2,7 miliardi di euro per il periodo 2018-2020, con l'obiettivo di contribuire a individuare e a realizzare su scala più ampia le innovazioni ad alto rischio e in rapida evoluzione che presentano grandi potenzialità di creazione di nuovi mercati;
  • missioni di ricerca e innovazione a livello UE aventi obiettivi audaci e ambiziosi, insieme ad un forte valore aggiunto europeo, in ambiti - da definire con gli Stati membri, i portatori di interesse e i cittadini - che potrebbero andare dalla lotta contro il cancro ai trasporti puliti o alla rimozione della plastica dagli oceani. Le missioni favoriranno gli investimenti e la partecipazione in tutti i settori e in tutte le discipline scientifiche per raccogliere insieme una sfida. Le missioni dovrebbero anche creare sinergie con le strategie di ricerca e innovazione a livello nazionale, regionale e locale.

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Commenti

Jyrki Katainen, Vicepresidente della Commissione e Commissario per l'Occupazione, la crescita, gli investimenti e la competitività, ha dichiarato: “L'Europa svolge attività di ricerca all'avanguardia e vanta una solida base industriale. Ma dobbiamo fare molto meglio di quanto facciamo oggi per tradurre in successo le eccellenze europee. Le nuove megatendenze, come l'intelligenza artificiale e l'economia circolare, sono destinate a causare profondi cambiamenti della società e dell'economia. Dobbiamo agire rapidamente per farci promotori di una nuova ondata di innovazione e determinare il tenore della concorrenza mondiale”.

Carlos Moedas, Commissario per la Ricerca, la scienza e l'innovazione, ha aggiunto: “Considerata la crescente concorrenza internazionale, l'Europa deve agire con urgenza sul fronte della ricerca e dell'innovazione. La proposta di destinare 100 miliardi di euro al prossimo programma di ricerca e innovazione dell'UE rappresenterebbe un enorme impulso, ma l'Europa deve anche riformare il sostegno alle innovazioni rivoluzionarie con un nuovo Consiglio europeo per l'innovazione e ristabilire il legame con i cittadini attraverso un approccio alla ricerca e all'innovazione incentrato sulla definizione di missioni. Abbiamo bisogno di norme adeguate alle esigenze future e di attrarre maggiori investimenti privati, in particolare nel capitale di rischio.”

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Contesto

Nonostante ospiti solo il 7% della popolazione mondiale, l'Europa vanta il 20% degli investimenti mondiali in ricerca e innovazione, produce un terzo di tutte le pubblicazioni scientifiche di alta qualità ed è leader mondiale in settori quali l'industria farmaceutica, le sostanze chimiche, l'ingegneria meccanica e la moda.

L'Europa ha una capacità relativamente elevata nell'aggiungere valore o nel promuovere i prodotti, i servizi e i processi esistenti, una strategia nota come innovazione incrementale. Lo ha dimostrato nei settori più svariati: spazio, aeronautica, settore farmaceutico, elettronica, energie rinnovabili, bioindustrie e tecnologie produttive avanzate. L'UE ha inoltre fatto passi da gigante nel promuovere l'innovazione attraverso tecnologie abilitanti fondamentali, come la robotica, la fotonica e le biotecnologie. Tali tecnologie possono essere utilizzate e applicate in molti settori di attività e sono fondamentali per far fronte alle principali sfide per la società.

L'Europa tuttavia è indietro in molti ambiti. Le imprese dell'Unione spendono meno per l'innovazione rispetto ai loro concorrenti (l'1,3% del PIL rispetto all'1,6% della Cina, al 2% degli Stati Uniti, al 2,6% del Giappone e al 3,3% della Corea del Sud). Il capitale di rischio è ancora poco sviluppato in Europa. Nel 2016 gli investitori di capitale di rischio hanno investito circa 6,5 miliardi di euro nell'UE, a fronte di 39,4 miliardi di euro investiti negli Stati Uniti.

Inoltre, i fondi di capitale di rischio in Europa sono troppo scarsi: 56 milioni di euro in media rispetto ai 156 milioni di euro degli Stati Uniti. Di conseguenza, queste imprese passano ad ecosistemi dove hanno maggiori possibilità di crescere rapidamente. L'UE conta soltanto 26 “start-up unicorno” (start-up valutate ad oltre 1 miliardo di dollari), mentre Stati Uniti e Cina ne vantano rispettivamente 109 e 59. Gli investimenti pubblici in tutta l'UE sono inferiori all'obiettivo del 3% del PIL e permangono differenze regionali a livello di intensità di ricerca e sviluppo, con una forte concentrazione degli investimenti e delle attività di ricerca nell'Europa occidentale. Inoltre, il 40% della forza lavoro in Europa non dispone delle competenze digitali necessarie.

L'innovazione basata sulla tecnologia, la digitalizzazione e le megatendenze globali, come l'intelligenza artificiale e l'economia circolare, offrono enormi opportunità ma pongono anche nuove sfide. La concorrenza globale si sta intensificando e minaccia la posizione di primo piano dell'Europa in settori industriali fondamentali. L'Europa deve rafforzare la sua capacità d'innovazione per poter mantenere e migliorare lo stile di vita europeo.

Comunicazione: Una nuova agenda europea per la ricerca e l'innovazione: l'opportunità dell'Europa di plasmare il proprio futuro

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