Recovery Plan: all'Italia 150 milioni in più. Inviata la richiesta per la seconda rata

Pnrr - Photocredit: European Union, 2020. Source: EC - Audiovisual ServiceCentrati gli obiettivi per il primo semestre 2022, Roma invia a Bruxelles la richiesta relativa al pagamento della seconda rata dei fondi PNRR. Intanto la Commissione fa i conti e aggiorna le sovvenzioni destinate ai Paesi UE sulla base della crescita del Pil degli ultimi due anni. Un ricalcolo che porta nelle casse italiane 150 milioni in più.

I numeri del PNRR: 135 interventi, 51 riforme, 419 passi da compiere

La seconda rata del PNRR vale complessivamente 24,1 miliardi di euro, ma l'importo che sarà erogato all'Italia ammonta a 21 miliardi.

Come funzionano i pagamenti PNRR?

Nel mese di agosto 2021 la Commissione europea ha erogato il prefinanziamento iniziale da 24,9 miliardi, cioè il 13% delle risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza italiano. 

Gli esborsi successivi a titolo del Recovery and Resilience Facility dipendono dal rispetto di una serie di target quantitativi e qualitativi.

Per il 2021 l’Italia doveva centrare 51 obiettivi divisi tra milestone e target.

Obiettivi validati da Bruxelles a fine 2021 attraverso la firma degli Operational Arrangements relativi al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza dell’Italia.

Gli Operational Arrangements sono atti formali con i quali sono stabiliti i meccanismi di verifica periodica relativi al conseguimento di milestone e target necessari per il riconoscimento delle rate di rimborso semestrali delle risorse PNRR in favore dell’Italia.

I contenuti degli OA sono stati condivisi a livello tecnico con le strutture PNRR dei singoli Ministeri interessati e sono stati oggetto di negoziato con la Commissione europea.

Il 30 dicembre l'invio della domanda di pagamento

Il primo passaggio necessario per presentare la domanda di pagamento alla Commissione europea, chiedendo così di accedere alla prima tranche di fondi europei, è stato effettutato dall'Italia il 30 dicembre 2021.

La richiesta è stata inviata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze. 

Formalmente la Commissione europea ha a disposizione due mesi di tempo per adottare il Preliminary Assessment, cioè la valutazione preliminare che deve essere poi trasmessa al Comitato economico e finanziario. Quest'ultimo, a sua volta, deve adottare la sua opinione entro un mese. A quel punto sarà convocata una riunione del comitato di esperti per approvare la decisione definitiva che sbloccherà il primo pagamento.

Il 28 febbraio 2022 l'ok preliminare della Commissione europea alla prima rata

Dopo l'erogazione di agosto 2021 di 24,9 miliardi a titolo di prefinanziamento, la prima rata ha un valore complessivo di 24,1 miliardi di euro, con una parte di contributi a fondo perduto pari a 11,5 miliardi e una di prestiti pari a 12,6 miliardi. Ma da questa cifra va detratta, in proporzione, la quota di prefinanziamento (13%) già ricevuta dall’Italia, per una erogazione netta pari a 21 miliardi di euro.

Quindi, il 30 dicembre 2021 l'Italia ha presentato alla Commissione europea una richiesta di esborso di 21 miliardi nell'ambito del Dispositivo per la ripresa e la resilienza (RRF). Richiesta approvata dall'Esecutivo UE il 28 febbraio 2022.

La valutazione preliminare positiva della Commissione europea sul raggiungimento da parte dell'Italia degli obiettivi previsti per il 2021 e l'ok alla richiesta di pagamento devono ora ottenere l'ok dell'Economic and Financial Committee (EFC).

Ottenuto il parere del Comitato economico e finanziario, entro un mese al massimo, la Commissione adotterà la decisione finale sull'erogazione del contributo finanziario, secondo la procedura d'esame. A quel punto arriverà l'esborso dei fondi europei all'Italia. 

Il 13 aprile il versamento della prima rata da 21 miliardi

Come da previsioni, ad aprile è arrivato il pagamento della prima rata da 21 miliardi (escluso il prefinanziamento), di cui 10 miliardi sotto forma di sovvenzioni e 11 miliardi sotto forma di prestiti.

"Deciso stamattina il primo pagamento europeo per il PNRR italiano. 21 miliardi grazie al raggiungimento degli obiettivi concordati per fine 2021. La Commissione è al lavoro con autorità italiane per continuare l'attuazione del Next Generation EU", scrive su Twitter il commissario europeo per l'Economia, Paolo Gentiloni, dopo il via libera di Bruxelles al versamento della prima rata.

All'Italia 150 milioni in più di sovvenzioni

Le sovvenzioni del Next Generation EU corrisposte dall'Unione europea all’Italia salgono di circa 150 milioni di euro, passando da 68,9 a 69 miliardi. 69,041 miliardi, per la precisione, con un incremento di poco meno di 150 milioni di euro.

Un aumento inferiore alle attese: nei giorni precedenti il 30 giugno, quando la Commissione ha ufficiliazzato la notizia del ricalcolo dei fondi NGEU sulla base della crescita del Pil degli ultimi due anni, si pensava che l'Italia avrebbe guadagnato 283 milioni.

L'incremento è determinato dal fatto che la crescita italiana è stata, seppur in maniera molto leggera, inferiore alle attese. In caso contrario le sovvenzioni avrebbero subito un taglio. 

Attuati gli investimenti e le riforme del primo trimestre

Con più di un obiettivo al giorno, giugno è un mese chiave per il PNRR. In linea con la tabella di marcia fissata da Bruxelles, l'Italia ha centrato i 45 target fissati per il primo semestre dell'anno. 

Target che, tradotti in tematiche, riguardano sanità, scuola, cultura, digitalizzazione e ambiente. 

Gli obiettivi PNRR nel 2022

Inviata la richiesta per la seconda rata da 21 miliardi

Con il conseguimento dei 45 traguardi e obiettivi fissati per fine giugno si sblocca un altro tassello fondamentale, quello relativo alla seconda rata di fondi PNRR.

Il 29 giugno, infatti, il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha inviato alla Commissione europea la richiesta relativa al pagamento della seconda rata dei fondi.

Si tratta complessivamente di 24,1 miliardi di euro, di cui 11,5 miliardi di contributi a fondo perduto e 12,6 miliardi di prestiti. Ma l'importo effettivo che arriverà nelle casse italiane è minore ed è pari a 21 miliardi di euro, di cui 10 miliardi in forma di grants e 11 miliardi sotto forma di prestiti.

La differenza tra l'importo teorico e quello effettivo è dovuta alla quota che la Commissione trattiene su ogni rata di rimborso, che corrisponde al 13% del prefinanziamento ricevuto ad agosto del 2021.

Come già avvenuto per la prima rata, anche nel caso della seconda l'erogazione delle risorse da parte della Commissione europea avverrà nei prossimi mesi a seguito dell’iter di valutazione previsto dai regolamenti UE. 

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