Nuove regole per sbloccare gli incentivi rinnovabili: iter più snelli e tempi abbreviati

Incentivi rinnovabili - Foto di Manny da PexelsCon il recepimento delle direttive europee sul mercato elettrico e sulle energie rinnovabili, oltre a sanare le infrazioni avviate nei confronti dell’Italia, il Governo punta a sbloccare le aste per incentivare le energie rinnovabili, semplificando l’iter e accorciando i tempi per gli impianti. 

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Si tratta di due provvedimenti chiave per il settore delle energie rinnovabili, su cui il 5 agosto è arrivato il via libera del Consiglio dei Ministri.

Il primo recepisce la direttiva 2018/2001, meglio nota come direttiva rinnovabili o RED II che fissa un obiettivo vincolante per la quota complessiva di energia da fonti rinnovabili sul consumo finale lordo di energia. 

La lettera di costituzione in mora di Bruxelles nei confronti dell'Italia è datata 26 luglio e si riferisce al mancato recepimento del provvedimento entro il termine del 30 giugno.

Il secondo decreto riguarda la direttiva sul mercato interno dell'energia elettrica (direttiva 2019/944), che oltre a stabilire le regole per la generazione, la trasmissione, la fornitura e lo stoccaggio dell’energia elettrica, definisce gli aspetti legati alla tutela dei consumatori e impatta sul futuro delle comunità energetiche e l’autoconsumo.

A febbraio la Commissione europea ha avviato una procedura di infrazione nei confronti dell’Italia per il mancato recepimento della direttiva. Il termine per adeguarvi l'ordinamento nazionale, infatti, era il 30 dicembre 2020.

Due provvedimenti chiave, dicevamo, la cui adozione permetterebbe di spianare la strada a semplificazioni importanti e assolutamente necessarie per le energie rinnovabili. 

Nella legge di delegazione europea anche le direttive RED II e mercato elettrico

Le nuove regole per sbloccare gli incentivi rinnovabili

Il recepimento della direttiva rinnovabili dovrebbe facilitare un nuovo percorso che permetta agli incentivi alle rinnovabili di avere una portata più ampia.

Il grande scoglio da superare sta non tanto negli incentivi in sé, quanto nelle autorizzazioni per gli impianti FER, così lente da bloccare molti progetti. 

Lo testimoniano i risultati del quinto bando GSE per aste e iscrizione ai registri, che ha assegnato appena il 12% dell’offerta. 

Il decreto Semplificazioni 2021 prevede già interventi mirati in tal senso, ma il Governo dovrebbe intervenire prevedendo nuove regole ad hoc per incentivare il settore.

L’approccio per le autorizzazioni è quello della semplificazione e di una partecipazione positiva degli enti preposti al rilascio delle autorizzazioni tramite un percorso condiviso di individuazione di aree idonee. Per gli incentivi, la scelta è quella di introdurre una forte semplificazione nell’accesso ai meccanismi e, al contempo, fornire una maggiore stabilità tramite l’introduzione di una programmazione quinquennale, al fine di favorire gli investimenti nel settore, si legge nel comunicato stampa del Consiglio dei Ministri.

Gli iter per costruire nuovi impianti FER saranno quindi più snelli e gli incentivi saranno programmati per garantire maggiore stabilità agli investimenti. Per individuare le aree idonee ai futuri impianti sarà utilizzata una piattaforma GSE. Inoltre, è previsto lo stop, in attesa della loro individuazione, a moratorie o sospensioni dei termini dei procedimenti di autorizzazione. 

Le novità per il mercato elettrico

Con l'attuazione della direttiva UE 2019/944 - si legge in una nota del Governo - si introducono invece disposizioni volte:

  • a disciplinare le nuove configurazioni delle comunità energetiche dei cittadini in modo coordinato con le disposizioni previste dalla direttiva 2001/2018 in materia di comunità energetiche rinnovabili, a rafforzare i diritti dei clienti finali in termini di trasparenza (delle offerte, dei contratti e delle bollette),
  • a completare la liberalizzazione dei mercati al dettaglio salvaguardando i clienti più vulnerabili,
  • ad aprire maggiormente il mercato dei servizi a nuove tipologie di soggetti quali la gestione della domanda e i sistemi di accumulo,
  • a prevedere un ruolo più attivo dei gestori di sistemi di distribuzione,
  • a regolare la possibilità di istituire sistemi di distribuzione chiusi,
  • ad aggiornare gli obblighi di servizio pubblico per le imprese operanti nel settore della generazione e della fornitura di energia elettrica,
  • ad introdurre un sistema di approvvigionamento a lungo termine di capacità di accumulo con l’obiettivo di promuovere lo sviluppo degli investimenti necessari per l’attuazione degli obiettivi del PNIEC. 

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