Nel 2021 oltre 2,1 milioni di contratti di lavoro grazie alla decontribuzione Sud

Decontribuzione Sud - Photo credit: European Union 2021 - Photographer: Jennifer JacquemartLo sgravio contributivo del 30%, oggetto di negoziato tra Roma e Bruxelles per stabilizzarne l'operatività fino al 2029, è stato utilizzato da 368.307 datori di lavoro per un totale di 2.649.783 rapporti lavorativi.

La decontribuzione Sud in legge di Bilancio

In base ai dati Inps, tra gennaio e novembre 2021 la decontribuzione Sud ha incentivato 1.121.414 assunzioni e 86.108 trasformazioni di rapporti a termine, per un totale di oltre 1,2 milioni di nuovi contratti di lavoro.

A beneficiare maggiormente della fiscalità di vantaggio nel Mezzogiorno è stato il settore del commercio, con oltre 495mila nuovi rapporti di lavoro, seguito da attività professionali e amministrative (oltre 190mila nuovi contratti), costruzioni (più di 178mila) e attività manifatturiere (oltre 152mila).

Il risparmio per le imprese, dalla prima sperimentazione della decontribuzione Sud, nell'ottobre 2020, fino al dicembre 2021, è stato pari a 3,8 miliardi di euro, in buona parte a valere sui fondi europei di React-EU.

Decontribuzione Sud 2022, come funziona

La decontribuzione del 30% per i lavoratori delle aziende situate nelle otto Regioni meno sviluppate e in transizione, cioè Abruzzo, Basilicata, Campania, Calabria, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia, è stata prevista inizialmente dal decreto Agosto per un periodo sperimentale di tre mesi - dal 1° ottobre al 31 dicembre 2020 - e approvata dalla Commissione il 6 ottobre 2020 ai sensi del Temporary Framework sugli aiuti di Stato adottato da Bruxelles in risposta alla crisi generata dal Covid-19.

La legge di Bilancio 2021 ha confermato la fiscalità di vantaggio per il Mezzogiorno con intensità decrescente al 20% nel biennio 2026-27 e al 10% negli anni 2028 e 2029, di cui i primi sei mesi del 2021 autorizzati dalla Commissione già a dicembre 2020 alla luce della proroga del Temporary Framework fino a giugno 2021 e i restanti 6 mesi sbloccati nel febbraio 2021, dopo l'estensione del Quadro temporaneo fino al 31 dicembre 2021.

Insieme alla modifica dell'orizzonte temporale della misura, a febbraio l'Esecutivo UE ha approvato anche l'aumento del budget totale dedicato al regime di aiuto, dagli 1,5 miliardi del 2020 ai 4,8 miliardi di euro previsti il 2021. Inoltre, con la versione aggiornata della decontribuzione Sud sono stati previsti requisiti di idoneità più stringenti per i beneficiari, escludendo ulteriori categorie dall'agevolazione, tra cui le organizzazioni senza scopo di lucro e gli enti ecclesiastici, e aumentando gli importi massimi di aiuto per impresa, da 120mila a 270mila euro per le aziende attive nel settore della pesca e dell'acquacoltura e da 800mila euro a 1,8 milioni di euro per imprese attive negli altri settori ammissibili.

Grazie agli ulteriori sei mesi di validità del Quadro temporaneo sugli aiuti di Stato, a gennaio l'Italia ha ottenuto l'autorizzazione di Bruxelles a prolungare la decontribuzione del 30% fino al 30 giugno 2022 e l'incremento delle risorse per circa 2,8 miliardi di euro.

Il negoziato tra Roma e Bruxelles prosegue ora per estendere la fiscalità di vantaggio svincolandola dal Temporary Framework e fondandola su una differente base giuridica, non più soggetta all'incertezza delle proroghe del Quadro temporaneo sugli aiuti di Stato.

L'obiettivo, ha spiegato la ministra per il Sud e la Coesione territoriale, Mara Carafagna, è stabilizzare l'agevolazione nel medio periodo, “così da rappresentare un sostegno strutturale al rilancio dell'occupazione nel Mezzogiorno, in particolare di quella giovanile e femminile".

Per approfondire: UE proroga Quadro temporaneo aiuti di Stato fino a giugno 2022

I chiarimenti INPS sulla decontribuzione Sud al 30%

Photo credit: European Union, 2021 - Photographer: Jennifer Jacquemart

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