Reddito di cittadinanza: INPS, stretta su chi rifiuta il lavoro

RdC: stop di un mese al sussidioIn caso di rinnovo del Reddito di Cittadinanza è previsto l’obbligo di accettare la prima offerta di lavoro congrua ricevuta, pena la decadenza dal beneficio. Ecco cosa c'è da sapere sul mese di stop del sussidio, sui nuovi criteri della seconda tranche e i dati sulle offerte di lavoro dei navigator. 

Come richiedere la card Reddito di cittadinanza

Si è chiusa il 30 settembre la prima tranche di applicazione del Reddito di cittadinanza, la norma anti-povertà introdotta nel 2019 dal primo Governo Conte, per 635mila famiglie italiane, ossia oltre la metà degli attuali beneficiari. 

Rispetto alla prima fase, entra in gioco un'importante restrizione: i componenti del nucleo in grado di lavorare dovranno accettare qualsiasi offerta di lavoro dovesse arrivare, in tutto il territorio nazionale, altrimenti la famiglia perderà il sussidio. 

Reddito di cittadinanza: alt agli assegni per un mese 

Con la scadenza di questi 18 mesi di sussidio, i 410mila nuclei familiari che hanno chiesto subito l’assegno, a marzo dell’anno scorso, e hanno iniziato a incassarlo da aprile, vedono scadere questo mese la prima finestra del beneficio. I 100mila che, invece, hanno iniziato la procedura a maggio la vedranno terminare ad ottobre, e così via.

Alla chiusura della prima tranche, seguirà un mese di stop al sussidio, nel quale il Reddito di cittadinanza dovrà essere nuovamente richiesto. Nel caso in cui la famiglia rispettasse ancora i requisiti necessari, specialmente il possesso di un ISEE sotto 9.360 euro, la prestazione potrà riprendere per altri 18 mesi.

Questa pausa, anche se di breve durata, potrebbe rapprensentare una notevole criticità per i beneficiari. Stando alle cifre, da aprile 2019 ad agosto 2020 il Reddito di cittadinanza ha raggiunto 1.168.364 famiglie, in pratica quasi tre milioni di persone. Inoltre, da gennaio 2020 ad oggi il numero dei richiedenti è cresciuto del 25,8% e nel solo mese di agosto si sono aggiunti 37mila nuovi nuclei beneficiari. 

Per Roberto Rossini, portavoce dell’Alleanza contro la povertà, è impensabile  stare fermi in questo periodo, anche solo per un mese, dato che "l’assegno va anche a tanti senza dimora, soggetti in condizioni di estrema povertà e, spesso, di esclusione sociale. Abbiamo suggerito di prolungarne la durata a 22-24 mesi e presenteremo uno studio con proposte migliorative dello strumento".

INPS: Reddito di cittadinanza coinvolge quasi tre milioni di persone

Restrizioni per la seconda finestra

L'obbligo di accettare la prima offerta di lavoro viene chiarito dall'INPS con il messaggio 8 ottobre 2020, n. 3627, nel quale fornisce anche puntuali indicazioni in merito ai casi di variazione della composizione del nucleo familiare, di variazione della situazione economica del nucleo e del mancato rispetto dei requisiti economici.

Tranne per le eccezioni previste dalla norma, per beneficiare del Reddito occorre sottoscrivere un Patto per il lavoro con il Centro per l’impiego o un Patto di inclusione sociale con i Comuni. L’obiettivo è quello di spronare i beneficiari a trovare una nuova attività lavorativa e di sostenere, attraverso gli enti locali, i bisogni delle famiglie diversi dal problema del lavoro, come ad esempio il disagio psico-sociale.

Durante l’emergenza sanitaria legata al Covid-19, in particolare dal 17 marzo al 17 luglio, entrambi gli obblighi erano stati sospesi, escluse le offerte di lavoro considerate congrue nel Comune di appartenenza.  

Ciononostante, ad inizio settembre, in base alle comunicazioni obbligatorie arrivate al Ministero del Lavoro, i beneficiari che avevano sottoscritto almeno un contratto di lavoro erano solo 196mila: un piccolo numero rispetto alla platea degli interessati.

Navigator: Conte, serve soluzione operativa in sei mesi

Gli ultimi dati sui navigator, gli "angeli custodi" dei soggetti che percepiscono il Reddito, non sono incoraggianti: hanno formalizzato solo 220.048 offerte di lavoro o opportunità formative, numeri esigui se si pensa ad una platea di circa 1,23 milioni di maggiorenni tenuti al patto di servizio. 

In questi dati di Anpal Servizi, che raccoglie sia i monitoraggi delle Regioni sui centri per l’impiego, sia le rendicontazioni mensili dei navigator, sono evidenti i limiti del Reddito di cittadinanza. Se da un lato il ministro Luigi Di Maio difende lo strumento, sollecitando i Comuni ad "applicare meglio" la misura, non è d'accordo il premier Giuseppe Conte che considera necessaria una radicale revisione del sussidio.

"Voglio che una soluzione sia operativa entro sei mesi, il Reddito di cittadinanza in questo modo rischia di essere una misura assistenziale senza progettualità", ha affermato il presidente del Consiglio a seguito delle riunioni riservate avute con il ministro del Lavoro, Nunzia Catalfo, con il ministro dell’Innovazione digitale, Paola Pisano, e con il presidente dell’Anpal Domenico Parisi.

A distanza di un anno e mezzo dall’introduzione del Reddito, dopo aver stanziato decine di milioni di euro mai spesi, manca ancora un sistema unico e nazionale informatico capace di aiutare i disoccupati a trovare un lavoro e le aziende a trovare le persone che lo cercano. 

Per mettere in piedi questa struttura informatica, il premier Conte ha chiesto alla ministra Pisano di istituire immediatamente una task force che si occupi del progetto. Il sistema sarà in grado di far comunicare tra loro 20 sistemi regionali diversi e le relative normative sui navigator, che verranno poi condensati in un app nazionale in grado di funzionare con efficacia e di rendere più difficile rifiutare il lavoro e mantenere il reddito.

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