Superbonus: firmato il decreto requisiti tecnici

Superbonus - Foto di Karolina Grabowska da PexelsDopo il decreto Asseverazioni il ministro dello Sviluppo economico firma l’altro provvedimento atteso per dare forma al superbonus: con il decreto Requisiti tecnici viene definito il profilo degli  interventi di efficientamento energetico degli edifici agevolati da ecobonus e sismabonus, con una detrazione del 110%.

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Nuovo tassello nella definizione di una delle misure più attese del decreto Rilancio, il superbonus 110% per interventi di riqualificazione energetica degli edifici e di miglioramento sismico, ma anche per il fotovoltaico e l'installazione di colonnine per la ricarica di veicoli elettrici.  

Dopo il decreto Asseverazioni, trasmesso alla Corte dei conti, il titolare del Ministero dello Sviluppo economico firma il decreto Requisiti tecnici, contenente appunto i requisiti tecnici per il superbonus 110%.

Il decreto definisce gli interventi che godono delle agevolazioni, i costi massimi per singola tipologia di intervento e le procedure e le modalità di esecuzione dei controlli a campione. Nel testo è stata inserita la possibilità di applicare l’incentivo ai microgeneratori a celle di combustione (idrogeno) ed è stato chiarito che anche le porte d’ingresso sono detraibili, oltre alle finestre, poiché contribuiscono all’efficientamento energetico dell’edificio.

Manca ora all’appello solo la circolare attuativa dell’Agenzia delle Entrate, che a luglio ha pubblicato una guida dedicata alla maxidetrazione, contenente anche 7 esempi pratici su come funziona la maxidetrazione e le risposte alle domande frequenti.

“I due decreti attuativi servono per dare completezza e dare forma ad una fondamentale misura che il governo ha voluto inserire nel Decreto Rilancio, l’ecobonus e il sismabonus al 110%”, sottolinea Stefano Patuanelli

“Una misura fondamentale per il rilancio di un settore industriale importantissimo per l’Italia, quello delle costruzioni. Una misura che ha una serie di elementi positivi che vorrei brevemente elencare”, prosegue.

“Il primo elemento è quello del rilancio produttivo di un settore e di una filiera centrale del nostro Paese, che nel corso degli anni ha pagato tutte le crisi economiche a caro prezzo.

Il secondo aspetto cruciale è costituito dalle riqualificazioni energetiche e antisismiche del patrimonio residenziale privato, dando al contempo garanzia ai cittadini di poter accedere a quegli interventi senza esborso di denaro. È una misura anche sociale, che garantisce a tutti, a prescindere dalle fasce di reddito, di poter vivere in case efficienti e sicure”, nota il ministro.

“Terzo elemento fondamentale è quello del risparmio energetico. Il Piano Nazionale Integrato Energia e Clima (PNIEC) costruito dal nostro Paese nel dicembre dello scorso anno è un piano sfidante che ha degli obiettivi importanti di riduzione delle emissioni. Riteniamo che il settore dell’edilizia debba compartecipare in modo massiccio al raggiungimento di questi obiettivi di target di riduzione delle emissioni di CO2. Per farlo c’è bisogno di un forte incentivo alla realizzazione di interventi di efficientamento sugli edifici pubblici e privati. L’ecobonus, il sismabonus e quindi il superbonus al 110% ha questa terza finalità di grande importanza”.

E conclude: “L’ottimo lavoro parlamentare ha inoltre migliorato un testo che riteniamo possa diventare una misura strutturale del nostro Paese. Sarà questa un’altra proposta che faremo per l’utilizzo dei fondi europei. Il Recovery plan italiano dovrà contenere la previsione di un elemento strutturale della misura dell’ecobonus e sismabonus al 110%, una norma che sta suscitando grandissimo interesse a livello europeo”.

> Decreto requisiti tecnici

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