Il decreto liquidita’ incassa la fiducia, oggi l'ok della Camera

Decreto liquidità - Foto di Cleyder Duque da PexelsIl decreto liquidità incassa la fiducia a Montecitorio con 310 sì, 228 no e una sola astensione. Atteso in tarda mattinata il voto sul provvedimento, che passerà poi al Senato dove arriverà di fatto blindato per il via libera definitivo.

> Guida ai prestiti garantiti per le imprese

La conversione in legge del decreto liquidità, dl n. 23 del 8 aprile 2020, dovrebbe arrivare entro la prima settimana di giugno.

Cosa prevede il decreto liquidità per le imprese

Nel dl liquidità è inserita una sospensione delle scadenze fiscali: sospesi i versamenti di Iva, ritenute e contributi per i mesi di aprile e maggio, in aggiunta a quelle già previste con il decreto Cura Italia. Ma è il "pacchetto imprese" il centro nevralgico del decreto. 

Fondo di garanzia PMI: garanzie al 100% per imprese fino a 499 dipendenti

Dopo le semplificazioni introdotte dal decreto Cura Italia per allargare il perimetro del Fondo di Garanzia per le piccole e medie imprese, il Governo potenzia ulteriormente la misura, allargando la platea di imprese e innalzando la percentuale di garanzia massima. 

Le garanzie pubbliche (così come previste nella prima versione del provvedimento) sono del: 

  • 100% per prestiti fino a 25mila euro, senza alcuna valutazione del merito di credito;
  • 100% (90% dallo Stato e 10% dai Confidi) per i prestiti fino a 800mila euro;
  • 90% nei casi restanti con tetto a 5 milioni di importo garantito. 

La misura ha subito una serie di aggiustamenti nel passaggio parlamentare: per i prestiti di portata minore si alza il tetto dell’importo massimo garantiti, che da 25mila passa a 30mila euro

Inoltre sono stati prolungati i termini per la restituzione del prestito: dai 6 anni previsti inizialmente dal dl liquidità si passa a 10. I ritocchi interessano anche i tassi di interesse applicabili: non potranno essere superiori al tasso di rendistato con durata analoga al finanziamento aumentato dello 0,2%.

Altra novità importante riguarda i prestiti fino a 800mila euro, per cui è possibile richiedere anche una copertura al 100% del finanziamento (90% garanzia diretta più la garanzia del 10% di un Confidi). La modifica introdotta dagli emendamenti sta nei tempi di restituzione, portati fino a 30 anni.

Per le grandi imprese scende in campo SACE

Il livello delle garanzie per le imprese medie e grandi è compreso tra il 70% e il 90%, per un totale circa di 200 miliardi di euro. Sarà SACE, del gruppo Cassa depositi e prestiti, a gestirle.

Lo strumento - che si colloca al fianco del Fondo centrale di garanzia per le PMI - nasce con l'obiettivo di sostenere le imprese di qualsiasi dimensione, fermo restando che le piccole e medie imprese devono aver esaurito il plafond massimo disponibile per ottenere coperture da parte del Fondo di garanzia per le PMI. 

La percentuale massima di garanzia è pari al: 

  • 90% dell’importo del finanziamento per imprese con meno di 5.000 dipendenti in Italia e valore del fatturato fino a 1,5 miliardi di euro;
  • 80% dell’importo del finanziamento per imprese con valore del fatturato tra 1,5 miliardi e 5 miliardi di euro o con più di 5000 dipendenti in Italia;
  • 70% per le imprese con valore del fatturato superiore a 5 miliardi. 

> Per approfondire: guida a Garanzia Italia

200 miliardi per l'export

Ai 200 miliardi di garanzie sui prestiti ne vanno sommati altrettanti per l'export. Il decreto liquidità potenzia il sostegno pubblico all’esportazione, per migliorare l’incisività e tempestività dell’intervento statale, introducendo un sistema di coassicurazione in base al quale gli impegni derivanti dall’attività assicurativa di SACE sono assunti dallo Stato per il 90% e dalla stessa società per il restante 10%.

L’obiettivo è consentire a SACE di far fronte alla crescente richiesta di assicurare operazioni ritenute di interesse strategico per l’economia nazionale che la società non avrebbe altrimenti la capacità finanziaria di coprire.

> Per approfondire: cosa prevede il decreto liquidità per export e internazionalizzazione

Sospesi versamenti di Iva, ritenute e contributi

Si interviene con norme urgenti per il rinvio di adempimenti fiscali e tributari da parte di lavoratori e imprese. In particolare, si prevede la sospensione dei versamenti di Iva, ritenute e contributi per i mesi di aprile e maggio, in aggiunta a quelle già previste con il “Cura Italia”.

Nel dettaglio, si prevede:

  • la sospensione di IVA, ritenute e contributi per i soggetti che hanno subito un calo di fatturato di almeno il 33% per ricavi/compensi sotto i 50 milioni e di almeno il 50% sopra tale soglia; soglia che si applica in forma fiversificata ai soggetti residenti delle 5 province più colpite (Bergamo, Brescia, Cremona, Lodi, Piacenza): in questo caso è sospeso il versamento IVA se il calo del fatturato è di almeno il 33%, a prescindere da tetto dei 50 milioni di fatturato;
  • la sospensione in ogni caso dei versamenti di cui sopra per i soggetti che hanno iniziato ad operare dal 1° aprile 2019;
  • ripresa dei versamenti a giugno, con la possibilità di rateizzazione in 5 rate.

La sospensione delle ritenute d’acconto sui redditi da lavoro autonomo prevista dal decreto Cura Italia viene estesa anche alle scadenze di aprile e maggio. Il termine per i versamenti in scadenza il 20 marzo e la scadenza per l’invio della Certificazione Unica sono prorogati dal 31 marzo al 30 aprile.

Sospensioni per il bonus prima casa

L’emergenza coronavirus sta provocando non poche difficoltà nella conclusione delle compravendite immobiliari, rischiando così di far perdere il bonus prima casa a chi non rispetti i termini per determinati adempimenti.

Onde evitare quest'eventualità, il decreto liquidità prevede una serie di rinvii al 31 dicembre 2020 e meno rigidità per non perdere il bonus.

> Per approfondire: decreto liquidità, le modifiche al bonus prima casa

Nuove regole su golden power

Insieme al decreto liquidità il Consiglio dei Ministri ha approvato anche le nuove regole sul golden power, che già esiste sui settori della difesa, telecomunicazioni, energia, e viene esteso anche ai settori: alimentare, sanità, banche e assicurazioni

I poteri di veto del Governo oltre a coprire nuovi settori vengono estesi anche alle operazioni di acquisizioni all'interno dell'Unione europea non solo per controllo ma anche per acquisizione di quote del 10% in su. È possibile, inoltre, avviare d'ufficio l'esercizio dei poteri speciali anche per operazioni non notificate.

Crisi d’impresa

Il dl liquidità interviene anche sulla crisi d’impresa, rimandando innanzitutto al 1 settembre 2021 l’entrata in vigore del Codice della crisi d’impresa.

Congelate le istanze di fallimento fino al 30 giugno, con l’eccezione di quelle avanzate dal pm, e si interviene su concordati e accordi di ristrutturazione per favorire gli adempimenti. 

> Decreto liquidità: il testo in Gazzetta ufficiale

> Circolare MISE sul decreto Liquidità

Via libera della Commissione europea al decreto liquidità

Il 14 aprile le misure italiane a sostegno delle imprese colpite dal coronavirus, varate tramite il dl credito, sono state approvate "nell'ambito del quadro normativo temporaneo adottato dalla Commissione il 19 marzo 2020 e modificato il 3 aprile 2020. Il bilancio totale della misura comunicata dalle autorità italiane è di 200 miliardi di euro".

La Commissione europea ricorda che "il sistema di garanzia italiano con un budget fino a 200 miliardi di euro consentirà garanzie pubbliche su nuovi prestiti e sul rifinanziamento di prestiti esistenti per tutte le imprese, comprese le grandi società. Insieme all'altro regime italiano per sostenere i lavoratori autonomi, le PMI e le società a media capitalizzazione colpite nel contesto dell'epidemia di coronavirus, il regime" di aiuti di Stato "aiuterà le aziende a coprire il capitale circolante immediato e le esigenze di investimento in questi tempi difficili".

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