Tutte le misure del Decreto Rilancio e il testo ufficiale

Decreto aprile - Photo by Anna Shvets from PexelsIl Decreto Rilancio approda in Gazzetta ufficiale. Una sintesi delle principali misure e il testo con la relazione illustrativa, che può essere scaricato al link che segue.

Vale 55 miliardi il decreto rilancio, dl n. 34 del 19 maggio 2020, di fatto una maxi-manovra per sostenere imprese e lavoratori fatta di 266 articoli, cui dovranno seguire quasi 100 decreti attuativi, necessari per rendere operative le misure.

Il testo del Decreto Rilancio

> La relazione illustrativa al Decreto Rilancio

> Il testo del decreto Rilancio in Gazzetta ufficiale

 

Ecco le principali direttive lungo cui si muove il decreto:

Stop a tasse, contributi e IVA

Cancellato il versamento del saldo e della prima rata dell'acconto Irap di giugno per dare un po' di respiro alle imprese e ai professionisti.

I versamenti di ritenute, IVA e contributi, invece, sono stati rinviati a metà settembre.

Il dl rilancio sospende anche la notifica di circa 30 milioni di cartelle esattoriali e atti di accertamento.

> Per approfondire: Le misure fiscali nel decreto rilancio

Il bonus 600 euro sale fino a 1000. Misure per cassa integrazione, reddito di emergenza e Naspi 

La portata del bonus rivolto a partite IVA, lavoratori autonomi, commercianti e artigiani aumenta, in alcuni casi, dalle 600 euro previste dal Cura Italia fino ai mille euro, con qualche novità.

Possono accedere al nuovo bonus INPS per i mesi di aprile e maggio i soggetti già previsti dal decreto legge del 17 marzo 2020 e anche altri beneficiari, tra cui gli incaricati alle vendite a domicilio.

Per approfondire: Decreto rilancio, bonus INPS per partite IVA e non solo

Prolungato lo stop ai licenziamenti collettivi e individuali per giustificato motivo per altri cinque mesi. Viene inoltre prevista una nuova forma di aiuto alle imprese per evitare che licenzino. Si tratta di un contributo a copertura dell'80% dello stipendio del lavoratore per massimo 12 mesi.

Nel decreto rilancio saranno rifinanziati tutti gli ammortizzatori sociali già previsti a marzo: previsto quindi il rifinanziamento della cassa integrazione per 9 settimane (ma si inizia con le prime cinque e solo per le aziende che hanno esaurito le prime nove settimane previste dal Cura Italia) e l’allungamento della Naspi e Discoll. Diventa anche più semplice richiedere il trattamento in deroga perchè si potrà andare direttamente all'Inps, senza dover più passare per le regioni.

Inoltre per le famiglie prive di altre forme di assistenza arriva il reddito di emergenza (Rem), che ha un importo compreso tra i 400 e gli 800 euro (a seconda del numero di familiari) e che verrà erogato in due quote. In particolare il Rem è riconosciuto ai nuclei familiari in possesso cumulativamente di quattro requisiti: residenza in Italia; un valore del reddito familiare ad aprile 2020 inferiore all'importo del Rem a cui si avrebbe diritto; un valore del patrimonio familiare nel 2019 inferiore a 10mila euro (accresciuto di 5mila euro per ogni componente successivo al primo e fino ad un massimo di 20mila euro); un Isee inferiore a 15mila euro. Il sussidio non è compatibile con il bonus autonomi e neanche con il reddito di cittadinanza.

Previsto anche l’ampliamento dei congedi parentali e un’indennità per colf e badanti in regola: per queste ultime si parla di 500 euro al mese per aprile e maggio, se si si possiede uno o più contratti di lavoro di più di 10 ore settimanali. 

> Per approfondire: cosa prevede il dl rilancio per cassa integrazione e lavoro

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Pacchetto imprese: contributi a fondo perduto e incentivi per le PMI 

Per le PMI, commercianti, autonomi, professionisti e titolari di reddito agrario il decreto prevede la concessione di un contributo a fondo perduto.

L’ammontare del contributo a fondo perduto è determinato applicando una percentuale alla differenza tra l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2020 e l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2019 come segue:

  • 20% per i soggetti con ricavi o compensi inferiori a 400.000 euro nel periodo d’imposta precedente a quello in corso alla data di entrata in vigore del decreto;
  • 15% per i soggetti con ricavi o compensi superiori a 400.000 euro e inferiori a 1 milione di euro nel periodo d’imposta precedente a quello in corso alla data di entrata in vigore del decreto;
  • 10% per i soggetti con ricavi o compensi superiori al milione di euro e inferiori a 5 milioni nel periodo d’imposta precedente a quello in corso alla data di entrata in vigore del decreto.

Previsto inoltre uno sconto per tre mesi, da maggio a luglio, sulle bollette elettriche e nuove regole per i PIR, i piani individuali di risparmio.

Per approfondire: Contributi a fondo perduto, sconti su bollette e PIR: cosa c’e’ per le PMI nel decreto rilancio

Misure per le imprese nel DL Rilancio - slide MEF

Sempre alle imprese con ricavi o compensi non superiori a 5 milioni di euro che abbiano subito una diminuzione del fatturato o dei corrispettivi ad aprile 2020 di almeno il 50% spetta un credito d'imposta fino al 60% dell'affitto.

Confermato nel decreto rilancio anche il credito d'imposta per la sanificazione degli ambienti di lavoro e l'acquisto di dispositivi di protezione, pari al 60% delle spese sostenute fino al 31 dicembre 2020, fino all’importo massimo di 60.000 euro.

Per approfondire: Credito d'imposta affitti, sanificazione e acquisto DPI: quali incentivi per le imprese

Misure per le imprese medio-grandi

Per le imprese oltre ai contributi a fondo perduto e agli sgravi fiscali, il decreto prevede anche un sostegno al rafforzamento patrimoniale di quelle di medie e grandi dimensioni attraverso due strumenti.

Per le imprese da 5 a 50 milioni di euro che effettuano un aumento di capitale di almeno 250mila euro è previsto un credito di imposta del 20%. Per le grandi imprese con fatturato sopra i 50 milioni, invece, scende in campo il Gruppo Cdp con la creazione di un Patrimonio Destinato (il c.d. Patrimonio Rilancio) con cui il Gruppo potrà sottoscrivere prestiti obbligazionari convertibili, partecipare ad aumenti di capitale e acquistare azioni quotate. Una misura innovativa di equity, resa possibile grazie al nuovo temporary framework europeo sugli aiuti di stato e che vede l’Italia tra i primi paesi ad adottare strumenti di sostegno di questo tipo che mirano anche a difendere gli asset strategici della nostra industria. 

> Per approfondire: le misure a sostegno della patrimonializzazione delle imprese

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Le novità per startup, incubatori, PMI innovative e venture capital

Dimenticate nei precedenti decreti per far fronte all’emergenza coronavirus, le startup entrano nel decreto rilancio con una serie di misure dedicate. 

Fra queste: 200 milioni per il Fondo di sostegno al venture capital collegato al Fondo nazionale innovazione, nuova linfa per i finanziamenti agevolati Smart&Start e intervento sul Fondo di garanzia per favorire l’accesso al credito delle nuove imprese. 

Previsto inoltre un innalzamento delle percentuali per gli incentivi fiscali destinati a chi investe in startup e PMI innovative, e il prolungamento della permanenza di startup, incubatori certificati e PMI nel registro speciale delle imprese, che dà diritto a incentivi e semplificazioni.

> Per approfondire: Decreto rilancio: le misure per startup, PMI innovative e venture capital

Dal bonus vacanze al Fondo promozione: le misure per il turismo

Con l'entrata in vigore del decreto rilancio, il tanto atteso pacchetto di misure a sostegno del turismo italiano, stravolto dall’emergenza sanitaria del coronavirus, assume finalmente la sua forma definitiva. Nell'ambito di questa manovra anti-crisi, il Governo ha stanziato circa 4 miliardi di euro per il sostegno del comparto turistico.

Confermato il famoso bonus vacanza 2020. Anche noto come tax credit vacanza, si tratta di un voucher da 500 euro spendibile dal 1° luglio al 31 dicembre 2020 per tutte le famiglie con un reddito Isee inferiore a 40.000 euro. Il bonus mira ad incentivare il turismo domestico, infatti potrà essere usato per il pagamento di servizi offerti in ambito nazionale dalle imprese turistico ricettive, nonché dagli agriturismo e dai bed&breakfast.

Tra le altre misure attivate dal dl rilancio per l'ecosistema turistico italiano ci sono:

  • Fondo Turismo: 50 milioni di euro per l’anno 2020;
  • Fondo per la promozione del turismo in Italia: 20 milioni di euro per l’anno 2020;
  • Fondo sanificazione: 50 milioni di euro per l’anno 2020;
  • Esenzione della prima rata IMU per: immobili adibiti a stabilimenti balneari marittimi, lacuali e fluviali, nonché immobili degli stabilimenti termali; immobili rientranti nella categoria catastale D/2 e immobili degli agriturismi, dei villaggi turistici, degli ostelli della gioventù, dei rifugi di montagna, delle colonie marine e montane, degli affittacamere per brevi soggiorni, delle case e appartamenti per vacanze, dei bed & breakfast, dei residence e dei campeggi, a condizione che i relativi proprietari siano anche i gestori delle attività.
  • Sostegno imprese pubblico esercizio: stop al pagamento della Tosap, la tassa per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche, e dal Cosap, canone occupazione suolo pubblico.

> Per approfondire: le misure per il turismo nel decreto rilancio 

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Congedi, voucher e smart working: gli aiuti per le famiglie

Il decreto rilancio ha definito un sostanzioso pacchetto di misure a sostegno delle famiglie italiane. Sono stati rinnovati alcuni provvedimenti già varati nel Decreto Cura Italia, come ad esempio:

  • congedo parentale straordinario prorogato fino al 31 luglio; agevolazione che consentirà a uno dei genitori lavoratori di restare con i figli minori di 12 anni, rimasti a casa dopo la decisione di chiudere le scuole, per un periodo continuativo o frazionato non superiore a 30 giorni. 
  • voucher baby sitter raddoppiato da 600 a 1200 euro al mese; utile non solo al pagamento delle baby sitter, ma anche per l’iscrizione ai servizi integrativi per l’infanzia, ai servizi socio educativi territoriali, ai centri con funzione educativa e ricreativa e ai servizi integrativi o innovativi per la prima infanzia. Aumenta, passando da 1.000 euro a 2.000 euro, anche il bonus per genitori appartenenti alle categorie del personale sanitario e tecnico.

Le risorse di quest'ultima iniziativa sono sin da subito disponibili, quindi coloro che rispettano i requisiti necessari potranno già richiedere il contributo con modalità online, rivolgendosi al Contact Center Inps, o attraverso i patronati.

A proposito del tema disabilità, il decreto prevede:

  • confermata la possibilità per chi assiste persone disabili di chiedere ulteriori complessive 12 giornate usufruibili nei mesi di maggio e giugno 2020;
  • l'incremento del Fondo per le non autosufficienze di ulteriori 90 milioni di euro per l'anno 2020, di cui 20 milioni di euro destinati alla realizzazione di progetti di vita indipendente;
  • la crescita del Fondo per l'assistenza alle persone con disabilità grave prive del sostegno familiare, con ulteriori 20 milioni di euro per l'anno in corso;
  • l'istituzione di un Fondo di sostegno per le strutture semiresidenziali per persone con disabilità volto a garantire il riconoscimento di una indennità agli enti gestori delle strutture, nel limite di spesa di 40 milioni di euro per l'anno 2020. 

Tra le novità introdotte con il decreto rilancio c'è l’incremento pari a 150 milioni di euro del Fondo per le politiche della famiglia e la destinazione, per l’anno 2020, di una quota delle risorse ai comuni, per finanziare iniziative, anche in collaborazione con enti pubblici e privati, volte a introdurre interventi per il potenziamento dei centri estivi diurni e progetti volti a contrastare la povertà educativa.

Lo smart working diventa un diritto per per i genitori lavoratori dipendenti del settore privato con figli fino ai 14 anni di età, mentre per gli studenti che non potranno partecipare alle attività didattiche sarà ammessa la formazione a distanza.

Buone notizie sul fronte scuola: gli aiuti ammontano complessivamente a 1,5 miliardi di euro. Parte di questo budget servirà ad inteventi quali l'istituzione del Fondo per l'emergenza epidemiologica da COVID-19 e l'incremento del Fondo per il funzionamento delle istituzioni scolastiche.

Nella versione ufficiale del decreto, inoltre, salgono i fondi destinati alle scuole paritarie che saranno in tutto 150 milioni di euro, di cui 65 milioni per il ristoro delle mancate rette per chi fa servizi di asilo nido o per l’infanzia e 70 milioni per le scuole primarie e secondarie per le mancate rette di studenti fino a 16 anni.

Per approfondire: Coronavirus: le misure per le famiglie nel Decreto rilancio 

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Aiuti alle imprese dei trasporti e rimborso degli abbonamenti per i mezzi pubblici

Sul fronte trasporti il decreto prevede una serie di indennizzi e agevolazioni per le imprese della logistica che operano su tutti i fronti: terra, aria e mare. In particolare:

  • Per le imprese dell'autotrasporto sono stati stanziati 20 milioni in più nel Fondo per l'autotrasporto su gomma per abbattere il costo dei pedaggi autostradali;
  • Per gli operatori ferroviari è prevista una attenuazione del costo di pedaggio dovuto a Rfi per l’infrastruttura;
  • Per le piccole compagnie aree (diverse da Alitalia) è istituito un Fondo da 130 milioni per compensare le perdite subite durante la pandemia e vengono stabilite norme più severe per il rispetto dei livelli contributivi dei dipendenti in modo da evitare forme di concorrenza sleale da parte di vettori che pagano di meno i lavoratori con base in Italia;
  • Per le imprese che gravitano attorno ai porti è previsto: la riduzione dei canoni concessori, un contributo per il fornitore di lavoro portuale e un indennizzo per le ridotte prestazioni di ormeggio.

Inoltre vengono stanziati 500 milioni per il trasporto pubblico locale (Tpl) con cui compensare la riduzione dei ricavi per il calo dei passeggeri (evitando così il collasso dei trasporti pubblici) e vengono rifinanziati i marebonus e ferrobonus per il trasporto intermodale.

Previsto inoltre il rimborso degli abbonamenti per i mezzi pubblici non utilizzati durante il lockdown e il rifinanziamento dell'ecobonus auto.

> Per approfondire: le misure per i trasporti previste dal dl rilancio

> Ecobonus auto: nuove risorse dal decreto rilancio

Bonus 500 euro per l’acquisto di bici, hoverboard e monopattini 

Il decreto rilancio prevede anche misure per incentivare la mobilità sostenibile. A partire da un bonus di 500 euro per acquistare biciclette, anche a pedalata assistita, veicoli per la mobilità personale a propulsione prevalentemente elettrica - quali segway, hoverboard, monopattini e monowheel - e per utilizzare i servizi in sharing ad uso individuale.

Vengono inoltre introdotte nel Codice della strada i concetti di Bike Lane e Casa avanzata. 

> Per approfondire: Bonus da 500 euro per acquisto di bici, hoverboard e monopattini

Il superbonus 110% per l'edilizia privata

Nel decreto dovrebbe arrivare anche un superbonus del 110% sia per gli interventi di efficienza energetica (ecobonus) che di adeguamento sismico (sismabonus). Un incentivo che andrà a sostenere l’investimento dei proprietari di casa (singoli o in condominio), e che potrà essere utilizzato tramite lo sconto in fattura, senza quindi alcun esborso economico, cedendo la detrazione fiscale all'impresa.

Il superbonus sarà utilizzabile non solo per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici ma anche per il fotovoltaico, il miglioramento sismico e installazione di colonnine per la ricarica di veicoli elettrici. 

> Per approfondire: Superbonus per l’edilizia privata nel dl rilancio

Misure per energia e ambiente

Se la più nota delle misure “energetiche” del decreto rilancio è il cosiddetto superbonus, ciò non significa che sia l’unica. Il provvedimento, infatti, interviene su una serie di questioni: dai Certificati Bianchi alle bollette elettriche, passando per le zone economiche ambientali.

Per far fronte ai danni diretti e indiretti alle imprese che operano nelle zone economiche ambientali (ZEA), infatti, viene istituito un Fondo di 40 milioni di euro per l'anno 2020 volto a riconoscere un ulteriore contributo straordinario alle micro, piccole e medie imprese che svolgono attività economiche eco-compatibili.

> Per approfondire: Le misure per energia e ambiente nel decreto rilancio

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Le misure sugli appalti pubblici

Sul fronte appalti pubblici, invece, il decreto rilancio interviene con alcune norme puntuali che mirano a iniettare liquidità nelle imprese, in attesa della pubblicazione del decreto semplificazioni che dovrebbe vedere la luce nei prossimi giorni. In particolare il dl rilancio prevede l'aumento al 30% dell'anticipazione del prezzo delle gare, lo stop alla tassa sulle gare dovuta all’Anac per tutto il 2020, lo sblocco di 12 miliardi di pagamenti dei debiti della Pa (di cui 4 miliardi per la sanità) e l’aumento della dotazione del Fondo salva opere con 40 milioni di euro in più. A ciò si aggiunge la programmazione di una serie di investimenti infrastrutturali su autostrade e ferrovie.

> Per approfondire: Le misure su appalti e investimenti  

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Export: aumentano i fondi e si sospende il de minimis

Per sostenere l’export, il decreto rilancio punta su un incremento dei fondi a disposizione, su un aumento dei massimali dei contributi concedibili e sulla disapplicazione del regime “de minimis” ampliando di fatto la platea di imprese che possono usufruire delle agevolazioni previste per l’’internazionalizzazione.

In particolare sul capitolo “risorse”, tra Fondo rotativo 394-81 e Fondo per la promozione integrata vengono stanziati 450 milioni di euro in più

Inoltre per il Fondo rotativo il decreto prevede tre novità:

  • La possibilità di elevare fino al doppio di quelli attualmente previsti, i limiti massimi dei finanziamenti agevolati;
  • La possibilità di di eccedere gli importi massimi previsti dal “de minimis”;
  • L'esenzione dalla presentazione della garanzia per i finanziamenti agevolati a valere sul Fondo.  

> Per approfondire: Cosa è previsto per l'export nel dl rilancio

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Dal Fondo cultura al salva sport

Per sostenere la ripresa del settore culturale è prevista l'istituzione di due nuovi strumenti, il Fondo emergenze imprese e istituzioni culturali e il Fondo cultura, mentre il comparto editoria, oltre ad un rinnovato bonus pubblicità, potrà contare anche su nuovi crediti d'imposta.

A supporto del settore sportivo, invece, è prevista la costituzione del Fondo per il rilancio del sistema sportivo nazionale, oltre alla proroga per i mesi di aprile e maggio 2020 del bonus di 600 euro – introdotto dal dl Cura Italia - per i lavoratori sportivi.

> Per approfondire: Misure per cultura, editoria e sport nel dl rilancio

Risorse per innovazione tecnologica e ricerca su Covid-19

Nel decreto rilancio non mancano interventi destinati a sostenere l'innovazione, la ricerca, le università e l'istruzione. Tra le misure più attese ci sono gli aiuti destinati alle imprese per la ricerca sul coronavirus e due nuovi fondi per finanziare il trasferimento e l'innovazione tecnologica.

> Per approfondire: Cosa prevede il dl rilancio per ricerca, innovazione e istruzione

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Dall'anticipo PAC ai fondi emergenziali: aiuti per il settore agroalimentare

Nell'ampio ventaglio di tematiche contenute nel testo in vigore appaiono anche una serie di misure dedicate al settore agroalimentare, la cui centralità e strategicità si è potuta cogliere in modo particolare nel corso del lockdown.

Per far fronte alla crisi di alcuni settori maggiormente colpiti, il decreto rilancio prevede l'istituzione e l'implementazione di due Fondi emergenziali:

  • Il "Fondo emergenziale a tutela delle filiere in crisi" potrà contare su un budget di 500 milioni di euro per l'anno in corso. L'obiettivo del Fondo sarà l’attuazione di interventi di ristoro per i danni subiti attraverso sostegni diretti alle imprese del comparto agricolo, della pesca e dell’acquacoltura.
  • Il "Fondo emergenza alimentare" che, per assicurare la distribuzione delle derrate alimentari necessarie a seguito dalla diffusione del virus Covid-19, verrà incrementato di 250 milioni di euro per l'anno 2020.

Per la promozione del lavoro agricolo il decreto rilancio prevede che i percettori di ammortizzatori sociali, limitatamente al periodo di sospensione a zero ore della prestazione lavorativa, di NASPI e DIS-COLL nonché di reddito di cittadinanza possano stipulare con i datori di lavoro del settore contratti a termine non superiori a 30 giorni, rinnovabili per ulteriori 30 giorni, senza subire la perdita o la riduzione dei benefici previsti, nel limite di 2mila euro per l’anno 2020.

Altri importanti provvedimenti per il settore sono:

  • l'aumento dal 50% al 70% della misura di anticipazione erogata in attuazione dei regimi di sostegno previsti dalla Politica Agricola Comune (PAC);
  • la possibilità per i consorzi di bonifica di stipulare  contratti di mutuo con Cassa depositi e prestiti o altri istituti finanziari abilitati per un importo massimo di 500 milioni di euro, con capitale da restituire in rate annuali di pari importo per cinque anni a decorrere dal 2021 e fino al 2025;
  • stanziamento di 100 milioni di euro per il 2020, da destinare alle imprese viticole obbligate alla tenuta del Registro telematico che si impegnano alla riduzione volontaria della produzione di uve destinate a vini a denominazione di origine e a indicazione geografica, attraverso la pratica della vendemmia verde.

> Le misure del dl rilancio per il settore agroalimentare 

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Il Sud e la Coesione territoriale: le misure per la ripartenza del  Mezzogiorno

Il Sud non dovrà pagare il prezzo di questa crisi da Covid-19. A confermarlo il decreto rilancio, ufficialmente in vigore, con al suo interno un ventaglio di misure a sostegno della coesione territoriale per fronteggiare la crisi e preparare la ripartenza.

Sono sei i pilastri a sostegno del Mezzogiorno:

  • riprogrammare il Fondo Sviluppo e coesione, nel rispetto del riparto territoriale, con maggiore semplicità. Coerentemente a quanto stabilito con le importanti modifiche ai regolamenti europei relativi ai Fondi Strutturali e di Investimento (SIE), si apre la possibilità di impiegare le risorse del fondo per misure finalizzare a fronteggiare l'emergenza sanitaria, economica e sociale conseguente alla diffusione del Covid-19;
  • riprogrammare anche altri fondi europei non spesi per scuola, sanità, digitale, sostegno a imprese, famiglie, fasce vulnerabili e terzo settore, sempre nei limiti del riparto territoriale. L'articolo 242 del dl rilancio definisce la possibilità di applicare un tasso di cofinanziamento del 100% alle spese dichiarate nelle domande di pagamento nel periodo contabile che va dal 1 luglio 2020 al 31 giugno 2021;
  • la maggiorazione fino al 45%, nelle regioni del Mezzogiorno e per gli investimenti afferenti alle imprese nelle regioni stesse, del credito d'imposta per gli investimenti in attività di ricerca e sviluppo inclusi i progetti di ricerca e sviluppo in materia di Covid-19;
  • al fine di salvaguardare la continuità aziendale e i livelli occupazionali delle attività finanziate dalla misura agevolativa Resto al Sud, i fruitori di questo incentivo possono accedere, nei limiti delle risorse disponibili, ad un contributo a fondo perduto a copertura del loro fabbisogno di circolante fino ad un massimo di 40mila euro;
  • contributi, pari a 120 milioni di euro per il 2020, volti al sostegno del Terzo settore nelle Regioni del Mezzogiorno, al fine  di rafforzare l'azione a tutela delle fasce più deboli della popolazione a seguito dell'emergenza epidemiologica da coronavirus;
  • l'incremento del Fondo a sostegno delle aree interne, con un aumento pari a 60 milioni di euro per l'anno 2020, a 30 milioni di euro per l'anno 2021 e a 30 milioni di euro per l'anno 2022.

> Dl rilancio e misure per il Sud: dalla coesione territoriale ai fondi per il Mezzogiorno    

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I fondi per assicurare l’erogazione dei servizi da parte di enti locali e regioni

Per evitare che misure come il taglio delle tasse locali o il pagamento dei debiti della Pa nati per sostenere le imprese si trasformino in un boomerang per le casse degli enti locali, costringendoli a tagliare sui servizi alla cittadinanza, il dl rilancio ha varato una serie di interventi per sostenerli.

Tra le misure principali figurano i fondi di ristoro ai comuni per compensarli del mancato gettito dell’imu, della tassa di soggiorno e di quella di occupazione del suolo pubblico

Vengono anche stanziati 150 milioni per permettere ai comuni di finanziare centri estivi diurni, così come 200 milioni per i comuni che sono stati maggiormente colpiti dall’epidemia.

Il decreto prevede anche l'istituzione di due fondi per enti locali e regioni, rispettivamente da 3,5 miliardi e 1,5 miliardi, per assicurare lo svolgimento delle attività da parte di queste amministrazioni anche a fronte delle eventuali perdite di entrate connesse alla pandemia. 

Infine sono semplificate le procedure per rinegoziare i mutui e viene reintegrato il Fondo di solidarietà comunale.

> Per approfondire: le misure a sostegno degli enti locali

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