Dl rilancio, incremento del Fondo garanzia mutui prima casa 2020

Mutuo prima casa: come accedere al Fondo di garanzia 2020Novità per chi ha intenzione di acquistare casa. Il decreto rilancio, pubblicato in Gazzetta Ufficiale, garantisce un incremento delle risorse a valere sul Fondo di garanzia prima casa. Inoltre, a seguito di una modifica emendativa al decreto liquidità, si estende ulteriormente la platea di chi può richiedere la sospensione dei mutui.

Cosa prevede il decreto rilancio

Non solo bonus e detrazioni fiscali: il decreto rilancio, la maxi-manovra da 55 miliardi per risollevare l'economia del Paese, rappresenta un sostegno concreto per famiglie e imprese in diversi settori, da quello del turismo al mondo degli affitti. 

In particolare, il decreto aggiunge 100 milioni di euro per il 2020 al Fondo di garanzia mutui prima casa, al fine di consentire la concessione di garanzie a prima richiesta sui mutui per l’acquisto di un immobile - anche da ristrutturare - da destinare ad abitazione principale.

A questa nuova iniezione di liquidità si aggiunge un nuovo allargamento della platea di chi può richiedere la sospensione dei mutui prima casa. Ditte individuali e piccoli imprenditori, artigiani, piccoli commercianti e quanti esercitano un’attività professionale organizzata prevalentemente con il lavoro proprio e dei componenti della famiglia, fino al 31 dicembre potranno ottenere la sospensione dalla prima rata dopo la presentazione della domanda.

Cos'è il Fondo garanzia mutui prima casa?

Il Fondo, gestito dalla Concessionaria servizi assicurativi pubblici (CONSAP S.p.A) e reso operativo nel 2015 grazie ad un protocollo d’intesa con l'Associazione bancaria italiana (Abi), prevede la concessione di garanzie a copertura del 50% della quota capitale per mutui ipotecari degli immobili adibiti a prima casa.

Le agevolazioni, ora fino a 400mila euro, possono essere erogate per l’acquisto di immobili connessi ad interventi di ristrutturazione per accrescere l'efficienza energetica.

È previsto un tasso calmierato, ossia un Tasso Effettivo Globale (Teg), non superiore al Tasso Effettivo Globale Medio (Tegm), pubblicato trimestralmente dal Ministero dell’Economia.

A chi spetta il Fondo garanzia mutui prima casa?

Il Fondo è accessibile a tutti coloro che intendono accendere un mutuo per l’acquisto della prima casa, anche se vengono fatte rientrare in una lista di priorità le seguenti categorie:

  • giovani coppie;
  • nuclei familiari monogenitoriali con figli minori;
  • giovani titolari di un rapporto di lavoro atipico;
  • affittuari di alloggi di proprietà degli enti di edilizia residenziale pubblica (ex Istituto Autonomo Case Popolari-IACP).

Alla data di presentazione della domanda di mutuo, il richiedente non deve essere proprietario di altri immobili ad uso abitativo salvo quelli acquistati per successione, anche in comunione con altri successori, e in uso a titolo gratuito a genitori o fratelli.

L’immobile deve trovarsi nel territorio nazionale e non deve rientrare nelle categorie catastali A1 (abitazioni di tipo signorile), A8 (ville) e A9 (castelli, palazzi di eminenti pregi artistici o storici), oltre a non presentare le caratteristiche di un'abitazione di lusso indicate nel decreto del Ministero dei lavori pubblici in data 2 agosto 1969, n. 1072.

Per approfondire: Le criticità del decreto Cura Italia sotto il profilo fiscale

MEF: nuovo modulo di richiesta mutui prima casa

In data 30 aprile, il ministero dell’Economia e delle Finanze (Mef) ha comunicato che è disponibile il nuovo modulo per la richiesta della sospensione delle rate per i mutui prima casa, che consentirà un ulteriore ampliamento della platea dei potenziali beneficiari, come previsto dalla Conversione in legge del decreto Liquidità.

In base alla nuova normativa, vengono ammessi alla sospensione mutui di importo fino a 400mila euro - la soglia precedente era 250mila euro - nonché i mutui concessi per il tramite del Fondo di garanzia per l’acquisto dei mutui prima casa, gestito da Consap.

Non ci sarà alcuna variazione sulle procedure di inoltro delle richieste né sugli altri requisiti già previsti.

Le novità introdotte dal decreto liquidità

L’emergenza coronavirus sta provocando non poche difficoltà nella conclusione delle compravendite immobiliari, rischiando così di far perdere il bonus prima casa a chi non rispetti i termini per determinati adempimenti.

Meno rigidità per non perdere il bonus. Questo l'obiettivo del decreto liquidità che prevede il congelamento dei termini dal 23 febbraio 2020 al 31 dicembre 2020.

Sospesi fino a fine anno

  • il termine di 18 mesi dall'acquisto della prima casa, entro il quale il contribuente deve trasferire la residenza nel comune in cui è ubicata l'abitazione;
  • il termine di un anno entro il quale il contribuente che ha ceduto l'immobile acquistato con il bonus prima casa deve procedere all'acquisto di altro immobile da destinare a propria abitazione principale, richiesto per non decadere dal beneficio originaria in caso di cessioni avvenute entro 5 anni dall'acquisto;
  • il termine di un anno entro il quale il contribuente che abbia acquistato un immobile da adibire ad abitazione principale deve vendere l'abitazione ancora in suo possesso;
  • il termine per il riacquisto della prima casa previsto ai fini della fruizione del credito d'imposta.

I termini torneranno a decorrere allo scadere del periodo di sospensione.

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