Dl liquidita': termini congelati per bonus prima casa 2020

Mutuo prima casa: come accedere al Fondo di garanzia 2020Con il decreto liquidità il Governo congela i termini per non perdere le agevolazioni fiscali prima casa. 

> Per approfondire: Cosa prevede il decreto liquidità

L’emergenza coronavirus sta provocando non poche difficoltà nella conclusione delle compravendite immobiliari, rischiando così di far perdere il bonus prima casa a chi non rispetti i termini per determinati adempimenti.

Onde evitare questa possibilità, il decreto liquidità prevede una serie di rinvii al 31 dicembre 2020: ci sarà meno rigidità per non perdere il bonus.

Cos'è il Fondo garanzia mutui prima casa?

Il Fondo, gestito dalla Concessionaria servizi assicurativi pubblici (CONSAP S.p.A) e reso operativo nel 2015 grazie ad un protocollo d’intesa con l'Associazione bancaria italiana (Abi), prevede la concessione di garanzie a copertura del 50% della quota capitale per mutui ipotecari degli immobili adibiti a prima casa.

Le agevolazioni, fino a 250mila euro, possono essere erogate per l’acquisto di immobili connessi ad interventi di ristrutturazione per accrescere l'efficienza energetica.

È previsto un tasso calmierato, ossia un Tasso Effettivo Globale (Teg), non superiore al Tasso Effettivo Globale Medio (Tegm), pubblicato trimestralmente dal Ministero dell’Economia.

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A chi spetta il Fondo garanzia mutui prima casa?

Il Fondo è accessibile a tutti coloro che intendono accendere un mutuo per l’acquisto della prima casa, anche se vengono fatte rientrare in una lista di priorità le seguenti categorie:

  • giovani coppie;
  • nuclei familiari monogenitoriali con figli minori;
  • giovani titolari di un rapporto di lavoro atipico;
  • affittuari di alloggi di proprietà degli enti di edilizia residenziale pubblica (ex Istituto Autonomo Case Popolari-IACP).

Alla data di presentazione della domanda di mutuo, il richiedente non deve essere proprietario di altri immobili ad uso abitativo salvo quelli acquistati per successione, anche in comunione con altri successori, e in uso a titolo gratuito a genitori o fratelli.

L’immobile deve trovarsi nel territorio nazionale e non deve rientrare nelle categorie catastali A1 (abitazioni di tipo signorile), A8 (ville) e A9 (castelli, palazzi di eminenti pregi artistici o storici), oltre a non presentare le caratteristiche di un'abitazione di lusso indicate nel decreto del Ministero dei lavori pubblici in data 2 agosto 1969, n. 1072.

Per approfondire: Le criticità del decreto Cura Italia sotto il profilo fiscale

Le novità introdotte dal decreto liquidità

Per non perdere il bonus, il decreto liquidità prevede che il congelamento dei termini dal 23 febbraio 2020 al 31 dicembre 2020.

Sospesi fino a fine anno

  • il termine di 18 mesi dall'acquisto della prima casa, entro il quale il contribuente deve trasferire la residenza nel comune in cui è ubicata l'abitazione;
  • il termine di un anno entro il quale il contribuente che ha ceduto l'immobile acquistato con il bonus prima casa deve procedere all'acquisto di altro immobile da destinare a propria abitazione principale, richiesto per non decadere dal beneficio originaria in caso di cessioni avvenute entro 5 anni dall'acquisto;
  • il termine di un anno entro il quale il contribuente che abbia acquistato un immobile da adibire ad abitazione principale deve vendere l'abitazione ancora in suo possesso;
  • il termine per il riacquisto della prima casa previsto ai fini della fruizione del credito d'imposta.

I termini torneranno a decorrere allo scadere del periodo di sospensione.

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