Ricerca e innovazione: il Recovery Plan punta su giovani ricercatori e tecnologie emergenti

Recovery planRafforzare i partenariati tra imprese e università, creare 7 nuovi centri sulle tecnologie emergenti, potenziare gli accordi per l'innovazione e finanziare i giovani ricercatori. Sono solo alcuni degli interventi previsti dal Recovery Plan per sostenere la ricerca, l'innovazione e il trasferimento tecnologico in Italia.

Cosa prevede il Recovery Plan Italia

Nel Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) approvato dal Consiglio dei Ministri le misure per rafforzare gli investimenti in ricerca e innovazione sono riunite nella missione 4 - Istruzione e ricerca, componente 2 'Dalla ricerca all'impresa', cui si aggiunge un progetto dedicato ai microprocessori previsto dalla missione 1 - Digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura, componente 2 'Digitalizzazione, innovazione e competitività del sistema produttivo'.

Investimenti per ricerca e innovazione nel Recovery plan

Dalla ricerca all'impresa: finanziamenti in arrivo per università e imprese

La componente 'Dalla ricerca all’impresa' della missione 4 - Istruzione e ricerca può contare su un budget di 11,7 miliardi di euro, ripartiti tra due linee di intervento:

  • rafforzamento di R&S e delle iniziative IPCEI (7,29 miliardi di euro) 
  • trasferimento di tecnologia e sostegno all'innovazione (4,48 miliardi di euro)

Dai giovani ricercatori agli accordi per l'innovazione: le misure per sostenere la ricerca in Italia

Rientrano nella prima linea di intervento le misure destinate a rafforzare il sistema italiano della ricerca e i rapporti con le aziende, attraverso il potenziamento delle grandi infrastrutture di ricerca - grazie anche al Fondo per l’edilizia e le infrastrutture di ricerca - e i partenariati tra università, centri di ricerca e imprese.

Gli accordi per l'innovazione, invece, saranno utilizzati per finanziare progetti che siano in grado di sperimentare e introdurre soluzioni innovative di alto profilo, anche tramite la collaborazione con centri di trasferimento tecnologico, organismi di ricerca e di diffusione della conoscenza.

Per sostenere i giovani ricercatori, poi, sono previsti finanziamenti ad hoc - sul modello dei bandi dell'European Research Council - per progetti quinquennali, insieme ad un programma di mobilità per brevi periodi.

Con le risorse del Recovery Plan l'Italia intende anche rafforzare la partecipazione delle proprie aziende alle catene strategiche del valore, ricorrendo ad iniziative come gli Important Projects of Common European Interest (IPCEI) e i partenariati per ricerca e innovazione di Horizon Europe.

Il PNRR finanzierà anche nuovi Progetti di Ricerca di Interesse Nazionale (PRIN) per favorire la partecipazione italiana alle iniziative di Horizon Europe e un fondo da 850 milioni a sostegno delle misure previste dal Programma nazionale per la ricerca (PNR) 2021–2027.

Spinta al trasferimento tecnologico con i dottorati innovativi e i centri sulle tecnologie emergenti

La seconda linea di intervento, invece, è dedicata al trasferimento tecnologico, e sostiene in primis la creazione di 7 centri - di cui la metà nelle regioni del Sud - dedicati alle tecnologie chiave abilitanti:

  • Centro Nazionale per l’intelligenza artificiale (l’Istituto avrà sede a Torino)
  • Centro Nazionale di Alta Tecnologia ambiente ed energia
  • Centro Nazionale di Alta Tecnologia quantum computing
  • Centro Nazionale di Alta Tecnologia per l'Idrogeno
  • Centro Nazionale di Alta Tecnologia per il Biofarma
  • Centro Nazionale Agri-Tech (il Polo Agri-Tech avrà sede a Napoli)
  • Centro Nazionale Fintech, (il Polo avrà sede a Milano).

A questi centri si aggiunge la realizzazione di 20 campioni territoriali di R&S, che metteranno a sistema competenze e infrastrutture in base alle vocazioni produttive e di ricerca di un territorio.

Prevista anche la riorganizzazione e la razionalizzazione dei centri di trasferimento tecnologico per segmenti di industria (Competence Center, Digital Innovation Hub, Punti di Innovazione Digitale), insieme alla definizione, insieme alle aziende, di dottorati innovativi per potenziare le competenze di alto profilo. A questi si aggiungono anche nuovi percorsi di dottorato in linea con le strategie di ecosostenibilità e digitalizzazione, insieme alla la creazione di un hub per il trasferimento tecnologico dalla ricerca all’economia reale.

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Progetto sui microprocessori

Per supportare il settore ad alto contenuto tecnologico della microelettronica è previsto un progetto da 750 milioni di euro, che sosterrà gli investimenti in macchinari, attrezzature e impianti produttivi.

Data la specializzazione nel settore di alcune aree del paese, una quota significativa del progetto potrebbe riguardare il Mezzogiorno, allo scopo di favorire l’occupazione, anche giovanile, altamente qualificata.

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