Recovery Plan: al via il confronto sugli investimenti per l'agricoltura

Ministra Bellanova agli Stati generali dell'Economia - fonte: GovernoNei prossimi giorni la ministra delle Politiche agricole Teresa Bellanova incontrerà i rappresentanti del settore per illustrare come verranno investiti i circa 4 miliardi per l'agrifood nel Recovery plan italiano. Sostegno alle imprese, lotta al dissesto idrogeologico, promozione sui mercati esteri, le principali priorità già individuate dal Masterplan, anticipate nel corso degli Stati generali e al centro anche del Piano per il Sud 2030.

> Recovery fund e Bilancio UE: cosa c'è per l'agricoltura

Durante il lockdown la filiera agroalimentare non si è fermata e ha garantito ai cittadini la continuità di un bene essenziale come il cibo. Ora, però, si trova in forte crisi a causa del blocco del canale Ho.re.ca e del forte rallentamento dell'export e deve essere messa al centro del Recovery plan italiano, ha dichiarato la ministra Bellanova intervenendo agli Stati generali dell'Economia a Villa Pamphilij.

Il sostegno all'agroalimentare nel Recovery plan italiano

A Villa Pamphili la ministra ha messo in fila le priorità cui andranno i circa 4 miliardi destinati all'agrifood: potenziamento delle imprese e delle filiere; lotta al dissesto idrogeologico e tutela delle risorse naturali (suolo, acqua, foreste); tracciabilità e trasparenza sull'origine dei cibi; promozione internazionale; sostenibilità integrale e sicurezza nei controlli.

Gli interventi in questi ambiti andranno poi declinati nel contesto di alcune strategie nazionali, da quelle per le aree interne a quella per la banda larga, così da contrastare lo spopolamento dei territori a rischio abbandono e rendere più efficiente l'attività rurale, ricorrendo alle tecnologie dell'agricoltura di precisione.

Il tutto nel contesto del Green deal europeo, che però va attuato – ha sottolineato la ministra Bellanova - tenendo presente che “ogni segmento è fortemente concatenato all'altro” e che “se sostenibilità sarà sempre più parola chiave, deve essere allo stesso tempo sociale, ambientale ed economica”.

I pilastri dell'intervento per l'agroalimentare nel Recovery Plan dell'Italia illustrati dalla ministra saranno discussi nei prossimi giorni con le organizzazioni di categoria in occasione di un confronto al Ministero.

L'agricoltura nel Piano Sud 2030

Le priorità del Recovery Plan si intrecciano con i temi al centro del Piano Sud 2030 annunciato a febbraio.

In questo contesto, ha scritto Bellanova in una lettera al ministro per il Sud Giuseppe Provenzano, sia il sostegno alle filiere che gli investimenti per la manutenzione e la tutela del territorio dal rischio dissesto dovrebbero essere oggetto di piani interministeriali, che mettano insieme tutti i dicasteri a vario titolo coinvolti.

Gli interventi dovrebbero essere finanziati principalmente con le risorse del Fondo Sviluppo e Coesione (FSC) non ancora allocate o non utilizzate e rientrare in un cronoprogramma condiviso.

> Per approfondire: Piano Sud 2030: investimenti, infrastrutture, innovazione e giovani

8,5 miliardi per il Piano Acqua per l'agricoltura

Circa 8 miliardi e 500 milioni di euro dovrebbero andare al Piano Acqua per l'agricoltura. “Con le politiche incentivanti attuate dal Mipaaf negli ultimi anni, i Consorzi di bonifica e gli Enti irrigui hanno finalizzato una importante mole di progetti cantierabili, in grado di assicurare una corretta regolazione idraulica sui rispettivi territori, contribuendo a contrastare il rischio idrogeologico, i cambiamenti climatici, l'eccessivo consumo di suolo ormai elevatissimo nel nostro Paese”, ha detto la ministra.

E gli 8,5 miliardi servirebbero a finanziare i 3.600 progetti già esecutivi e definitivi, cui si aggiungono interventi straordinari di completamento e manutenzione dei bacini di raccolta acque ad uso prevalentemente agricolo, per una complessiva capacità di circa 1.950 milioni di metri cubi, ha continuato.

Almeno 350 milioni per i contratti di filiera

Altre risorse dovrebbero andare al rafforzamento degli investimenti sulle filiere agroalimentari. Nel 2018, infatti, il Ministero infatti pubblicato un bando per i contratti di filiera e di distretto, finanziato con 210 milioni del Fondo Sviluppo e Coesione per la componente a fondo perduto e per 292 milioni dal Fondo rotativo per il sostegno alle imprese e gli investimenti in ricerca (FRI) gestito da Cassa Depositi e Prestiti per la quota di finanziamento agevolato. Risorse sufficienti per finanziare solo i primi progetti arrivati in risposta al bando, che conta in tutto 52 proposte per un investimento complessivo di oltre 1,3 miliardi di euro.

I contratti già sottoscritti sono 18, 14 sono nella fase finale per la sottoscrizione, mentre i rimanenti sono in valutazione. Per quanto riguarda la filiera ovina, ulteriori contratti potranno essere finanziati grazie alla Delibera CIPE n. 9-2020, pubblicata nei giorni scorsi in Gazzetta ufficiale, che destina 20 milioni residui del Fondo rotativo di CDP, in aggiunta ai 10 milioni del Fondo nazionale latte ovino previsto dal decreto-legge Emergenze in agricoltura.

Resta, però, un gap di finanziamento, per cui servirebbero “almeno ulteriori 350 milioni di euro, da individuare tra le risorse del fondo FSC non ancora allocate o non utilizzate da altri dicasteri, con cui finanziare tutti i progetti già presentati e cantierabili, oltre a offrire nuove possibilità", ha detto la ministra.

Oltre 30 milioni per i distretti del Cibo e il distretto Xylella

Intanto arrivano i risultati del bando nazionale da 18 milioni dedicato ai Distretti del Cibo e di quello da 13 milioni di euro per il distretto Xylella, che utilizza fondi diversi rispetto allo stanziamento di 300 milioni di euro del Piano approvato in Conferenza Stato-Regioni.

Mipaaf: bandi per Distretti del cibo e contratti di distretto Xylella

Le proposte progettuali per i Distretti del Cibo sono 20, cui si aggiungono tre domande per il finanziamento di contratti di distretto nell'area colpita da Xylella, secondo quanto previsto dalle leggi di Bilancio 2018 e 2019.

I 31 milioni complessivamente messi a disposizione dal Mipaaf permetteranno di attivare investimenti per oltre 315 milioni sul fronte dei Distretti del Cibo e per ulteriori 135 milioni solo nell'area colpita da Xylella, ha detto la ministra.

Anche in questo caso “le richieste superano le disponibilità e proprio per questo già nel Masterplan degli Stati generali dell'economia, abbiamo indicato come area strategica l'ulteriore supporto a queste iniziative”, ha sottolineato.

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