Decreto rilancio: le misure a sostegno degli enti locali

Dl rilancio: le misure per la PA: Photocredit: Davide M da PixabayCome il decreto Cura Italia, anche il dl Rilancio prevede una serie di misure per sostenere la funzionalità di enti locali e Regioni alle prese con un aumento della spesa, una diminuzione del gettito fiscale dopo lo stop a molti tributi a vantaggio delle imprese e il pagamento massiccio dei debiti pregressi.

> Cosa prevede il decreto rilancio

Anche se è un fronte meno noto, la crisi creata dalla pandemia sta colpendo duramente anche gli enti locali che, mentre assistono ad una lievitazione del spese per interventi a sostegno della comunità, subiscono al contempo riduzioni considerevoli alle proprie entrate per il taglio delle tasse voluto dal governo per sostenere le imprese. A ciò si aggiunge una copiosa fuoriuscita di risorse per il pagamento dei debiti della Pubblica amministrazione a favore delle imprese creditrici.

In tale contesto il decreto interviene dunque con una serie di misure che mirano a mantenere “in salute” gli enti locali, permettendo loro di continuare ad erogare servizi alla cittadinanza, che oggi sono più che mai necessari davanti ad una crisi economica senza precedenti e ad un aumento notevole della disoccupazione.

La parte del leone è sicuramente rappresentata dai 12 miliardi di euro di pagamenti dei debiti di enti locali e regioni, reso possibile dalla creazione di un "Fondo per assicurare la liquidità per pagamenti dei debiti certi, liquidi ed esigibili" sia nel settore sanitario che negli altri comparti.

A ciò si aggiungono una serie di altri interventi, legati dal fil rouge di assicurare agli enti locali le risorse necessarie per i servizi che in genere erogano

Ai Comuni 150 milioni in più per centri estivi diurni

Tra le prime misure previste dal dl rilancio per sostenere l'erogazione di servizi di welfare a favore delle famiglie, ci sono 150 milioni di euro destinati ai Comuni per la realizzazione di:

  • Centri estivi diurni in cui ospitare bambini tra i 3 e i 14 anni, da giugno a settembre;
  • Progetti volti a contrastare la povertà educativa e ad implementare le opportunità culturali e educative dei minori.

I criteri di riparto dei fondi saranno stabiliti dal Ministro con delega alle politiche familiari.

> Per approfondire: le misure per le famiglie

Fondi ai Comuni per compensarli del taglio delle tasse locali

Per venire incontro alle necessità del settore turismo, tra i più colpiti dalla crisi, il governo ha disposto una serie di tagli a tasse come l’Imu, l’imposta di soggiorno e quella per l'occupazione di suolo pubblico. Misure che sicuramente danno una boccata di ossigeno a tante imprese ma che, al contempo, creano dei danni alle casse comunali. Per questo il decreto rilancio ha stanziato fondi di ristoro per sostenere i Comuni e permettere loro di continuare ad erogare servizi. Si tratta in particolare di:

  • Un Fondo da 74,9 milioni di euro per compensare i Comuni del minor gettito legato all’Imu;
  • Un Fondo da 100 milioni per compensare invece le minori entrate legate alla mancata riscossione dell’imposta di soggiorno o del contributo di sbarco;
  • Un Fondo da 127 milioni per compensare i Comuni dalle minori entrate connesse all’esonero dal pagamento della tassa di occupazione di suolo pubblico da parte delle imprese di pubblico esercizio, dal 1° maggio al 31 ottobre 2020.

> Per approfondire: le misure per il turismo

Fondo da 3,5 miliardi per assicurare le funzioni fondamentali degli enti locali

Il decreto prevede la creazione di un Fondo da 3,5 miliardi con cui assicurare a comuni, province e città metropolitane le risorse necessarie per la realizzazione di funzioni fondamentali che tali enti sono chiamati a garantire, anche in relazione alla possibile perdita di entrate a causa della pandemia.

I criteri e le modalità di riparto saranno stabilite con un decreto del Ministero dell’interno da adottarsi entro il 10 luglio 2020.

Fondo da 1,5 miliardi per assicurare le attività delle Regioni

Analogamente al Fondo da 3,5 miliardi destinato agli enti locali, il decreto crea anche un Fondo da 1,5 miliardi con cui assicurare alle Regioni le risorse necessarie per l'espletamento delle funzioni in materia di sanità, assistenza e istruzione, evitando che eventuali perdite di entrate connesse all'emergenza coronavirus possano inficiare la capacità delle Regioni di assicurare i servizi in questi ambiti.

Anche in questo caso i criteri e le modalità di riparto saranno definiti con un successivo decreto (questa volta del Mef) da adottare entro il 31 luglio 2020.

200 milioni ai Comuni più colpiti dall'epidemia

Il decreto inoltre ha previsto uno stanziamento specifico per quei comuni che sono stati più colpiti dall’emergenza sanitaria e che purtroppo vantano il triste primato del maggior tasso di mortalità legato all’epidemia. Si tratta dei comuni ricadenti nelle province di Bergamo, Brescia, Cremona, Lodi e Piacenza nonché dei comuni dichiarati zona rossa.

Per loro vengono stanziati 200 milioni di euro con cui le importazioni comunali dovranno realizzare interventi di sostegno economico e sociale connessi all'emergenza covid-19. 

Il riparto dei contributi avverrà tramite decreto del Ministero dell’interno entro 10 giorni dall’entrata in vigore del dl rilancio, sulla base del criterio della popolazione residente.

Procedure più semplici per rinegoziare i mutui

In linea con quanto già avviato nelle scorse settimane da Cassa depositi e prestiti, considerando le difficoltà create dalla pandemia, il decreto rilancio prevedere la possibilità per gli enti locali di rinegoziare o sospendere nel 2020 la quota capitale di mutui (e di altre forme di prestito contratte con banche, intermediari finanziari e la stessa Cdp) tramite delibera dell'organo esecutivo.

Inoltre, in caso di adesione ad accordi promossi dall’Abi e dalle associazioni degli enti locali che prevedono la sospensione delle quote di capitale delle rate di ammortamento in scadenza nel 2020 (con conseguente modifica del piano di ammortamento), la sospensione può avvenire anche in deroga a quanto stabilito dall’art. 204 (comma 2) del D.lgs 267-200 e dall’art. 41 (commi 2 e 2bis) della L. 448-2001.

Le altre misure

Tra gli altri interventi previsti dal decreto, figura poi il reintegro del Fondo di solidarietà comunale a seguito dell’emergenza, con un'iniezione di 400 milioni di euro ed una norma che garantisce l’anticipo del finanziamento sanitario corrente e di pagamento dei debiti degli enti sanitari.

> Le misure per gli enti locali previste dal dl Cura Italia

Photocredit: Davide M da Pixabay

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